Per trovare un tesoro archeologico, forse, non sempre serve scavare lontano, per un’anziana signora catanese, infatti, è bastato guardare negli scatoloni del garage. Dopo la morte del marito, nel 2020, non avrebbe mai potuto immaginare cosa fosse custodito in vecchie scatole. A Gravina di Catania, una donna di 80 anni ha infatti trovato un vero e proprio tesoro dal grande valore storico. Davanti alla scoperta, la sua prima scelta è stata quella di avvisare i Carabinieri, che si sono subito recati nell’abitazione per controllare i reperti e trasferirli nella sede di competenza. L’intero ritrovamento è stato considerato un importante tesoro archeologico, con reperti risalenti fino all’VIII secolo a.C.
La scoperta tra gli scatoloni
Ripercorrendo i ricordi di una vita, tra fotografie e vecchi oggetti, l’anziana catanese non poteva immaginare di imbattersi in una scoperta archeologica proprio nel suo garage. Tra gli scatoloni, invece, è arrivata la sorpresa: vasi, coppe, manufatti e un anello con sigillo.
Pur non avendo competenze specifiche in materia, la donna ha intuito fin da subito il possibile valore di quanto ritrovato. Da qui la chiamata ai Carabinieri, che ha fatto scattare la procedura per la salvaguardia dei beni storici. I reperti sono stati quindi affidati alla sezione Tutela del Patrimonio Culturale di Siracusa, specializzata nella protezione dei beni archeologici e nelle relative attività investigative.
Diciotto reperti autentici
La Soprintendenza per i Beni culturali di Catania ha successivamente svolto gli approfondimenti tecnici con il personale competente, accertando l’autenticità di 18 reperti. Tra gli oggetti rinvenuti figurano anche due monete risultate false. Ulteriori chiarimenti potranno arrivare dagli approfondimenti della Soprintendenza, che continua a occuparsi dei beni recuperati. Il ritrovamento permette così di riportare alla luce testimonianze di grande valore storico e archeologico, capaci di offrire nuovi elementi sulla storia e sull’evoluzione delle civiltà della Sicilia antica. Gli studi sui singoli reperti potranno contribuire a ricostruirne con maggiore precisione la provenienza, la datazione e il contesto storico, aggiungendo nuovi tasselli alla conoscenza del patrimonio archeologico dell’Isola.




















