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Stress termico, stop alle attività lavorative nelle ore più calde: Schifani proroga l’ordinanza fino al 30 settembre

Il provvedimento, che vieta il lavoro esposto al sole tra le 12,30 e le 16 nelle aree a maggior rischio in edilizia, agricoltura, cave e logistica, resterà in vigore fino al 30 settembre. Confermata anche la tutela per i rider. Restano invariate tutte le altre disposizioni, incluso il riferimento alla mappa del rischio pubblicata sul sito worklimate.it

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Alla luce delle temperature ancora elevate, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha disposto la proroga dell’ordinanza sullo stress termico, la cui scadenza era fissata al 31 agosto.

Il provvedimento, che vieta il lavoro esposto al sole tra le 12,30 e le 16 nelle aree a maggior rischio in edilizia, agricoltura, cave e logistica, resterà in vigore fino al 30 settembre. Confermata anche la tutela per i rider. Restano invariate tutte le altre disposizioni, incluso il riferimento alla mappa del rischio pubblicata sul sito worklimate.it.

L’obbligo per i datori di lavoro

I datori di lavoro dovranno adottare le misure organizzative e operative idonee a ridurre i rischi di stress termico per i loro dipendenti a un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta nel rispetto di quanto previsto dal Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 in materia di sicurezza sul lavoro. Lo stop alle attività non si applicherà alle pubbliche amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio, ai loro appaltatori, in caso di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, ma anche in questo caso dovranno essere presi i provvedimenti necessari a ridurre i rischi di esposizione eccessiva alle alte temperature.

L’adozione del provvedimento è motivata, in particolare, dalle seguenti considerazioni: le elevate temperature tipiche della stagione estiva in Sicilia rendono rischioso lo svolgimento delle attività lavorative nei settori nei quali il lavoro è svolto prevalentemente in ambiente esterno; la prolungata esposizione al sole rappresenta un pericolo per la salute dei lavoratori esposti per lunghi periodi di tempo alle radiazioni solari, causando stress termico e colpi di calore con esiti talvolta anche letali; il lavoro nel settore agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili ed affini, nelle cave e nelle relative pertinenze esterne, nonché nella logistica, comprese le attività di consegna di beni per conto altrui in ambito urbano con l’ausilio di velocipedi o veicoli a motore a due ruote (cosiddetti “rider”) è svolto essenzialmente all’aperto senza possibilità per i lavoratori di ripararsi dal sole e dalla calura nei momenti della giornata caratterizzati da un notevole innalzamento della temperatura; l’INAIL nell’ambito del progetto worklimate (Inail-CNR), ha reso disponibile sul sito web worklimate.it le mappe nazionali di previsione del rischio di esposizione al caldo, al fine di contenere il rischio di esposizione dei lavoratori.

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