Favara non dimentica i suoi caduti o come li ha definiti il sindaco Antonio Palumbo gli “eroi dimenticati”. Si tratta di quelle vittime uccise da mano mafiosa che però non vengono quasi mai nominati. Il Comune non accetta che possano essere messe in secondo piano rispetto ai nomi più altisonanti.
Il memoriale per gli “eroi dimenticati” a Favara
Domenica 5 maggio, in particolare, Favara ha celebrato la Festa della Legalità ricordando i membri della sua comunità che la mafia ha strappato via alle loro famiglie. È stato inaugurato per l’occasione un memoriale a loro dedicato: tre pannelli, donati dalla Staffetta della legalità, sui quali sono incisi i nomi delle “vittime di mafia che non vengono mai citate”. I pannelli, posti al centro del Comune, ricordano l’impegno dell’intera comunità nel costante tentativo di ottenere la verità per i propri cari scomparsi. “È arrivato il momento di dare giustizia e dignità all’intera comunità”, ha affermato il primo cittadino Antonio Palumbo.
Le vittime di mafia ricordate: c’è il piccolo Stefano Pompeo
Tra coloro che sono stati ricordati a Favara attraverso il memoriale c’è anche Stefano Pompeo, un bambino di 11 anni che, la sera del 21 aprile 1999, venne ucciso da alcuni colpi d’arma da un commando mafioso a causa di uno scambio di persona. Nessuno è mai stato condannato per il brutale omicidio. Una vittima innocente che non ha mai avuto giustizia. È per questo che l’intero comune agrigentino ha sfilato dal centro, dove è stato posto il pannello in suo onore, fino a raggiungere il cimitero di Piana Traversa, dove è seppellito.
I cittadini di Favara si sono, poi, raccolti davanti la stele del giudice beato Rosario Livatino e hanno fatto una sosta in via Padre Pino Puglisi e corso Vittorio Veneto per ricordare il beato, Gaetano Guarino e appunto il piccolo Stefano Pompeo.

















