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Museo Riso di Palermo, l’incontro sulle prospettive future: “Da qui partirà un processo di rigenerazione urbana”

Nell'ambito di “Riso open” un incontro con i docenti universitari Paola Barbera e Maurizio Carta e con Alberto Cusumano di AM3 Architetti Associati per parlare del futuro del Museo

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La centralità del ruolo dei musei e degli apparati culturali nel contesto urbano e nella governance della città: un tema complesso che attraversa anche i territori istituzionali e amministrativi, coinvolgendo cittadini e turisti. L’argomento è stato al centro del secondo incontro del ciclo di conferenze dal titolo “Riso open. Incontri a Palazzo Belmonte Riso. Dalla nobile dimora di un illuminato collezionista mecenate al Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea rinnovato”, tenutosi a Palermo lo scorso venerdì 8 ottobre. Tre appuntamenti in tutto per approfondire la storia di Palazzo Belmonte Riso, gioiello settecentesco che sorge in corso Vittorio Emanuele, nel cuore antico della città, e analizzare il valore della realtà museale: non soltanto custode di collezioni artistiche preziose ma anche elemento di collegamento di piazze e siti archeologici. Proprio da Palazzo Belmonte, poi Riso, nel 1814, uscirono d’altronde le prime opere destinate alla formazione del pubblico museo di Palermo. 

“Riso open”: il racconto del secondo appuntamento

Il primo appuntamento del progetto è stato dedicato alla memoria; il secondo, invece, ha analizzato le prospettive future attraverso i contributi di Maurizio Carta, professore ordinario di urbanistica del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Palermo e assessore comunale al Centro storico, all’Urbanistica e alla Pianificazione strategica, territoriale e costiera, Paola Barbera, professore ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università di Catania e dell’architetto Alberto Cusumano, che nel 2011 ha fondato insieme ai colleghi Marco Alesi e Cristina Calì lo studio AM3 Architetti Associati, autore del progetto definitivo di funzionalizzazione e ampliamento degli spazi museali e di valorizzazione dell’area archeologica che prevede la ricostruzione ex novo, in vetro e acciaio, dell’ala sinistra distrutta durante la seconda guerra mondiale. 

Come ha spiegato l’architetto Alberto Cusumano durante l’incontro – moderato da Evelina De Castro, direttrice della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis e dirigente responsabile del Museo regionale d’Arte Moderna e Contemporanea Riso di Palermo – la struttura si arricchirà di spazi nuovi dedicati alle mostre contemporanee, con un foyer che diverrà luogo urbano attraversabile. La parola d’ordine dell’azione di adeguamento che interesserà Palazzo Belmonte Riso è connessione: i lavori, infatti, collegheranno tre luoghi nevralgici del centro storico, ovvero piazza Gran Cancelliere, piazza Bologni e l’area archeologica. La conclusione è prevista entro i prossimi due anni, con una spesa di circa sei milioni di euro. 

Museo Riso di Palermo, l'incontro sulle prospettive future: "Da qui partirà un processo di rigenerazione urbana" - Be Sicily Mag - Museo Riso 2
Il Museo Riso

Il Museo potenzia dunque la propria funzione socio-culturale e diviene snodo di attraversamento e collegamento fra due importanti sezioni urbane attualmente non dialoganti eppure di grande concentrazione monumentale, fronte e retro del Museo stesso. Nello specifico, il finanziamento porta la firma del Pac 2020, promosso dalla Direzione Generale della Creatività contemporanea del Ministero della Cultura, che il Museo Riso ha vinto insieme ad altri trentadue istituti italiani.

Gli interventi

“I musei – ha spiegato Maurizio Carta  – sono sempre meno semplici contenitori di patrimoni culturali e sempre più interfacce che permettono di interpretare il passato o di leggere il presente: veri e propri laboratori viventi dove il pubblico non è più solo spettatore ma entra in connessione con le opere, con il racconto delle opere e con l’ambiente in cui le opere sono state pensate e prodotte. Oggi il ruolo dei musei è quello di potenti strumenti di comunicazione e di costruzione di uno spazio dialogico tra opere  e comunità per tenere sempre acceso il fuoco sacro delle arti”.

E ha proseguito: “Questa missione pedagogica e propositiva è sempre stata la caratteristica di Museo Riso e oggi, con la nuova direttrice Evelina De Castro e con lo splendido progetto di completamento degli spazi dello studio AM3, viene amplificata ulteriormente. Il nuovo Riso sarà un oggetto urbano ibrido: museo, piazza, archivio, scuola, teatro, libreria, negozio. Tutte queste funzioni lo renderanno un organismo vivente e brulicante di umanità che potrà innescare un processo di rigenerazione connettendo anche Piazza Bologni con piazza del Gran Cancelliere”. 

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Particolarmente significativo è stato l’intervento della professoressa Paola Barbera, che ha proposto un’interessante relazione sul saggio “È arte o non è arte? ” di Armando Dillon, soprintendente ai monumenti in Sicilia dal 1941 al 1955. Un architetto e uomo delle istituzioni a cui le città siciliane devono moltissimo, in termini di tutela del patrimonio monumentale dell’isola.

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Maurizio Carta, Alberto Cusumano, Evelina De Castro e Paola Barbera

Il prossimo appuntamento del ciclo “Riso open”, in programma mercoledì 20 novembre alle 16:30, sarà dedicato alle Fondazioni siciliane per l’arte contemporanea: Farm Cultural Park, Fondazione Broodbeck, Fondazione Merz. Fondazione Orestiadi, Fondazione Sicilia e Fondazione Valsecchi. 

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