Sono sempre più le catastrofi naturali che colpiscono l’Europa, in particolare quella meridionale e delle isole. E i due regolamenti approvati il 17 dicembre, durante la sessione natalizia del Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo sono la risposta a chi, da sempre, chiedeva interventi concreti e soprattutto immediati per far fronte alle emergenze che le regioni si trovano, spesso da sole, a fronteggiare.
I fondi Ue per l’emergenza cenere
Come confermato da Younous Omarjee, correlatore per il regolamento Restore, grazie alle nuove norme sarà possibile intervenire in soccorso economico dei territori anche in situazioni del tutto particolari, non solo post inondazioni e terremoti. Un esempio? Nel caso delle copiose emissioni di cenere vulcanica che si verificano durante le eruzioni dell’Etna, quando il vulcano erutta tonnellate di cenere che sommergono letteralmente colture e strade, provocando enormi danni economici, ad oggi mai coperti dall’intervento europeo.
Il regolamento Restore prevede, oltre a una inedita flessibilità per l’uso dei fondi di sviluppo regionale per la ricostruzione a seguito di catastrofi naturali, anche la compensazione per le perdite economiche subite dagli agricoltori e dalle PMI attive nel settore agricolo e forestale. Il Fondo sociale potrà finanziare anche l’assistenza sanitaria post-catastrofe e i beni di prima necessità.

Le misure previste per le catastrofi naturali
La legislazione sul sostegno di emergenza regionale alla ricostruzione, approvata con 638 voti favorevoli, 10 contrari e 5 astensioni, stabilisce che il FESR, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, potrà essere utilizzato per finanziare progetti di ricostruzione e ripresa fino al 95% del loro costo totale. Con l’obiettivo di una maggiore flessibilità non prevista dal Fondo di Solidarietà dell’Unione europea e per fornire liquidità rapida a coloro che ne hanno bisogno, saranno messi a disposizione anche prefinanziamenti fino al 25% dell’intero importo e l’uso del Fondo sociale europeo Plus potrà finanziare contratti di lavoro a breve termine, sostenere l’accesso all’assistenza sanitaria e fornire beni di prima necessità.

Il sostegno all’agricoltura è particolarmente concreto grazie anche al meccanismo che consente ai Paesi dell’UE che dispongono di fondi non spesi provenienti dai programmi di sviluppo rurale, di accelerare il loro riutilizzo per compensare le perdite di agricoltori che hanno subito danni per almeno il 30% del loro potenziale produttivo. Gli Stati membri potranno riprogrammare gli importi per la ricostruzione a seguito di catastrofi naturali fino a un massimo del 10% della dotazione nazionale del FESR, del FSE+ e del Fondo di coesione.
Una piccola, grande, rivoluzione nel segno del principio stesso della politica di Coesione di fronte a catastrofi naturali purtroppo sempre più frequenti. Che fa sperare che, già dall’entrata in vigore dei Regolamenti, grazie al raccordo Stato-Regione possa essere attivato il meccanismo dei ristori anche per le recenti alluvioni che hanno colpito il mese scorso la Sicilia orientale.




















