Dal Sud America al Canada, passando per i Caraibi e arrivando fino in Europa, il Carnevale è una festa ricca di storia e tradizione, anche in Sicilia. La celebrazione inizia il Giovedì Grasso, che quest’anno cade il 27 febbraio, e termina il Martedì Grasso, in questo caso il 4 marzo, per lasciare spazio alla Quaresima, con il Mercoledì delle Ceneri. In questo arco di tempo, nelle strade si mettono in mostra le immancabili maschere e volano i coriandoli, simbolo di allegria. Non sempre i festeggiamenti, tuttavia, sono sempre stati i medesimi.
Le origini del Carnevale
Il Carnevale, per come lo conosciamo in Italia, è strettamente legato al mondo cattolico e cristiano, ma le sue origini sono molto più antiche. Esse vanno infatti ricercate in epoca pagana, in particolare nei Saturnali della Roma antica e nelle Grandi Dionisie celebrate in Grecia in epoca Classica. Anche le famose maschere derivano dalla tradizione greca, in quanto si ispirano a quelle indossate dagli attori durante gli spettacoli teatrali.

Oggi il Carnevale di Rio in Brasile e quello di Venezia in Italia godono senza alcun dubbio di una fama planetaria, ma anche in Sicilia i festeggiamenti non vengono lasciati al caso.
Il Carnevale di Palermo nella storia
L’abitudine di festeggiare il Carnevale si diffonde in Sicilia intorno alla seconda metà del 1500 e la tradizione parte da Palermo. Le vie dell’attuale capoluogo siciliano si popolavano di maschere e costumi, mentre le piazze si convertivano in palcoscenici, accogliendo gli attori e le loro commedie. I teatri si trasformano invece in sale da ballo per le numerosissime feste in maschera.
Alla soglia del 1600, Palermo e Napoli erano famose in tutto il Regno di Sicilia per i loro festeggiamenti sfrenati e per le parate di carri allegorici dette carrozzate. Erano proprio queste ultime a segnare l’inizio dei festeggiamenti nel capoluogo siciliano con l’ingresso in città, passando da Porta Felice, della maschera più famosa della tradizione locale: U Nannu. Il nonno incarna il Carnevale e ne sancisce la fine, con il rogo di un pupazzo dalle sue fattezze.
Il terremoto della Val di Noto
La tradizione inizialmente voleva che i festeggiamenti del Carnevale in Sicilia durassero dal 6 gennaio fino all’inizio della Quaresima. Quasi per un mese interno. L’usanza cessò tuttavia improvvisamente. Come un brusco risveglio da un bel sogno, gli abitanti di tutta la Sicilia furono infatti travolti da uno spaventoso sisma il 9 e l’11 gennaio 1693. Il terremoto della Val di Noto, con una magnitudo di quasi 7.4, segna una pagina nera nella storia della Regione. La scossa provocò la distruzione di 45 centri abitati della Sicilia Orientale e la morte di almeno 60 mila persone. Il conseguente lutto si protrasse per anni interi, in cui i festeggiamenti del Carnevale non trovarono posto.

La fama del Carnevale di Palermo, anche dopo che il suo inizio fu slittato di alcune settimane in virtù del ricordo delle vittime del terremoto della Val di Noto, è cresciuta anno dopo anno, trovando il suo apice nel 1800, quando la città accolse nobili provenienti da tutto il Regno di Sicilia per prendere parte ai festeggiamenti. A questi partecipò nel 1802 persino re Ferdinando di Borbone.
Il Carnevale oggi: i festeggiamenti in Sicilia
L’amore dei siciliani per il Carnevale ancora oggi sembra essere indissolubile. Col passare dei secoli, i festeggiamenti si sono diffusi in tutta la Regione, anche nelle più piccole comunità dell’entroterra. Quasi ogni Comune ha il suo Carnevale, con maschere tipiche. Alcune tradizioni sono rimaste immutate, come quella dei carri, che raggiunge il suo apice al Carnevale di Acireale, in provincia di Catania. Dalla seconda metà del 1800 fino ai giorni nostri, gli artigiani acesi si sfidano nella realizzazione dei carri allegorici più eccentrici e maestosi, trasformando il loro lavoro in una vera e propria arte.
Indimenticabili anche i carri del Carnevale di Sciacca, in provincia di Agrigento, che superano i 10 metri di altezza e che, la sera del Martedì Grasso, sfilano per l’intero paese su due diversi percorsi. Anche nella provincia di Palermo il Carnevale continua a essere uno degli appuntamenti più importanti dell’anno e in particolare a Termini Imerese e Carini continuano a trovare spazio le tradizioni più antiche come quella del Nannu. Col passare degli anni, però, all’arrivo in città del nonno si è aggiunto anche quello della Nanna, ovvero la nonna, figura con un’importante valenza simbolica, in quanto incarna sia la fertilità che sta per giungere con l’arrivo della primavera.



















