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Premio giornalistico Mario e Giuseppe Francese: la cerimonia nel centenario della nascita del cronista ucciso dalla mafia

L’edizione 2025 del Premio giornalistico Mario e Giuseppe Francese è stata vinta da Salvo Palazzolo, cronista spesso oggetto di minacce

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La cerimonia della XXVI edizione del Premio giornalistico Mario e Giuseppe Francese si è svolta ieri, giovedì 6 febbraio, al teatro Politeama Garibaldi di Palermo, in occasione del centenario dalla nascita di Mario Francese. L’apertura è stata affidata alle parole commosse di Giulio Francese, giornalista e figlio del cronista del Giornale di Sicilia ucciso dalla mafia quarantasei anni fa. Una giornata emozionante e toccante per la famiglia, ma anche per la comunità. Il reporter siracusano infatti ha cambiato per sempre l’approccio giornalistico. Fu proprio lui a comprendere, in quegli anni difficili, che con l’avvento dei corleonesi sarebbe iniziata una terribile guerra di mafia. La battaglia alle associazioni a delinquere di stampo mafioso è stata al centro dei vari dibattiti che si sono susseguiti durante la mattinata tra i ragazzi, i magistrati e i giornalisti presenti.

La premiazione della XXVI edizione del Premio giornalistico Mario e Giuseppe Francese

L’edizione 2025 del Premio giornalistico Mario e Giuseppe Francese è stata vinta da Salvo Palazzolo de La Repubblica, giornalista che ha realizzato alcune inchieste su boss tornati in libertà. Un lavoro per cui il cronista è stato spesso oggetto di minacce, tanto che di recente gli è stata assegnata la scorta. 

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Marco Romano, Roberto Gueli, Salvo Palazzolo e Giulio Francese (foto di Valentina Bongiovanni)

A ricevere intimidazioni è stata anche la giornalista campana Luciana Esposito, che, insieme al collega palermitano Filippo Passantino, ha ottenuto la targa riservata ai giornalisti emergenti. La menzione speciale di quest’anno è andata ad Antonio Piazza e Fabio Grassadonia, registi e sceneggiatori del film Iddu. Il miglior cortometraggio è stato realizzato invece dagli studenti dell’Istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo. Menzioni speciali anche per i ragazzi del Liceo Galileo Galilei di Palermo, per il Liceo Filippo Lussana di Bergamo e per l’Istituto Carlo Alberto dalla Chiesa di Partinico.

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Luciana Esposito e Filippo Passantino (foto di Valentina Bongiovanni)

In occasione del centenario, il Giornale di Sicilia ha dedicato a Mario Francese uno speciale di 16 pagine con contributi di colleghi che hanno condiviso con lui l’esperienza al giornale ma anche con quegli articoli che realizzò lo stesso giornalista e che lo portarono alla morte. 

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Gaetano Savatteri, Antonio Piazza, Fabio Grassadonia e Claudio Gioè (foto di Valentina Bongiovanni)

La ventiseiesima edizione del premio, organizzata dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia con il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine e la collaborazione del gruppo di Gds e dal Comune di Palermo, è stata presentata dalle giornaliste di Tgr Rai, Tiziana Martorana e Lidia Tilotta. La Commissione del Premio giornalistico è stata presieduta da Gaetano Savatteri, e composta da Marco Romano, Felice Cavallaro, Salvatore Cusimano, Giulio Francese, Roberto Gueli, Tiziana Martorana, Franco Nicastro, Nello Scavo e Lidia Tilotta.

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Roberto Gueli, Giulio Francese, Tiziana Martorana e Lidia Tilotta

Le dichiarazioni

“È stata una giornata particolare – ha affermato il giornalista Giulio Francese – perché abbiamo celebrato il centenario della nascita di mio padre nell’ambito del premio giornalistico istituito a suo nome e a nome di mio fratello Giuseppe. Un riconoscimento che premia il buon giornalismo e che lancia un ponte importante verso le nuove generazioni”. Il teatro Politeama per l’occasione era infatti sold out, con 700 studenti presenti. “Questo è particolarmente importante perché questa vuole essere soprattutto un’occasione di riflessione e di memoria, ma anche un’occasione di festa per ricordare appunto il centenario di mio padre Mario”.

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Leggi anche:  Premio Mario Francese, il giornalismo come atto civile tra memoria e riscatto

“Un premio – ha aggiunto Roberto Gueli, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia – che ricorda la memoria di un collega che ha consumato le suole, ha confrontato le fonti, ha pubblicato notizie importanti che hanno dato fastidio alla mafia, organizzazione criminale che ha ucciso 9 giornalisti siciliani. Oggi i giornalisti sono minacciati, come il collega Palazzolo che ha ricevuto il premio, perché sono una categoria che disturba. Il giornalismo è simbolo di legalità e sentinella di democrazia, quindi la categoria deve stare unita e l’Ordine di Sicilia è presente grazie a tutte le scuole che hanno gremito il teatro Politeama di Palermo”.

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