Una panchina artistica per celebrare la Giornata delle malattie rare 2025. Alle ore 10 del 28 febbraio, a Catania, in Piazza Sciuti è stata inaugurata l’opera realizzata dall’artista Olghette. L’iniziativa è stata promossa dal Primo Municipio di Catania e da Assi Gulliver, associazione di promozione sociale nata nel 2012 per supportare le persone con sindrome di “Sotos” e di “Malan”. Forte la partecipazione dei cittadini, che hanno accolto il progetto con entusiasmo. In particolare sono arrivati sul posto numerosi i genitori. Presente anche una scolaresca del plesso Case Sante, Dusmet-Doria. I bambini sono stati intrattenuti da alcuni giocolieri.
Tutto ciò per inaugurare un elemento d’arredo, che ha però alle spalle un messaggio importante. È un tripudio di colori festosi e gioiosi, che la rendono cromaticamente bella oltre che significativa. “Che la vita possa essere sempre colorata come questa panchina e arricchita di fiori, simbolo di bellezza e speranza”, si legge poi sulla targa. È un modo per esprimere, attraverso l’arte, sostegno a coloro che quotidianamente combattono contro una malattia rara, soprattutto i più piccoli.

La scelta della posizione della panchina per la Giornata delle malattie rare
La scelta della zona in cui è stata posizionata la panchina artistica per la Giornata delle malattie rare 2025 non è affatto casuale. Si tratta infatti di una piazza in passato dedita al degrado, che è stata negli anni sinergicamente riqualificata e restituita ai cittadini. “La domenica sono tanti i nonni che vengono qui a passeggiare e giocare con i loro nipoti”, ha spiegato un abitante del quartiere che ha partecipato all’inaugurazione. I risultati sono assolutamente tangibili. Anche soltanto dalle foto del prima e del dopo dell’area, si fa quasi fatica a riconoscerla.
“Originariamente la panchina doveva essere realizzata al Castello Ursino, ma non è stato possibile farla lì”, ha raccontato Florinda Panzarella. La Consigliera della Prima Circoscrizione di Catania ha svelato un aneddoto sul progetto originale, spiegando che tale diniego è stato di natura pratica. A quanto pare, infatti, le panchine in ferro adatte per accogliere l’opera artistica sono collocate in posti secondari della Piazza che circonda il Castello Ursino. Ciò l’avrebbe resa pertanto meno visibile. Le panchine in pietra, seppur centrali, non potevano ricevere tale trattamento.
È stata allora la “Piazza dell’Accoglienza”, così ribattezza Piazza Sciuti, epicentro della manifestazione. Alla domanda sul perché fra le tante panchine in piazza fosse stata scelta quella, la risposta non è tardata ad arrivare: era quella più adatta in quanto integra, ossia priva di atti vandalici e rotture di vario genere. Da ciò si evince un invito a riflettere sull’importanza del rispetto reciproco e dell’invito a non deturpare qualcosa che appartiene a tutti.





















