La provincia di Messina si è trasformata per cinque giorni, dal 5 al 9 marzo 2025, nel palco di una importante kermesse cinematografica con l’undicesima edizione del “Milazzo Film Festival – Attorstudio“, ospitata presso il Teatro Trifiletti. L’evento, che per il secondo anno consecutivo ha visto alla direzione artistica Mario Sesti e Caterina Taricano, ha riscosso grande successo, confermando la sua unicità nel panorama dei festival del settore, non solo della Sicilia.
Il ruolo dell’attore e il cinema al centro del “Milazzo Film Festival – Attorstudio”
L’ultima edizione del “Milazzo Film Festival – Attorstudio” si è concentrata sul mestiere dell’attore, una scelta che ha saputo creare un dialogo autentico tra artisti e pubblico. La kermesse ha visto la partecipazione di numerosi artisti di spicco, tra cui Sergio Rubini, che ha aperto la manifestazione con la presentazione del suo spettacolo teatrale “Sud”. L’attore e regista ha anche ricevuto l’Excellence Acting Award, seguito dalla proiezione del suo film “L’uomo nero”.
Sergio Rubini, intervistato sul palco del Festival, ha respinto le critiche di coloro che ritengono il cinema, in particolare quello italiano, in una fase di stanca rispetto al passato. “Il cinema non sta vivendo un periodo di crisi. Se così fosse, le piattaforme di streaming oggi sarebbero scatole vuote. E invece il loro successo è dato proprio dalle pellicole cinematografiche. Il problema è un altro: le piattaforme hanno approfittato della crisi degli spazi della socialità, ma senza cinema sarebbero come degli esseri umani senza sangue. Dunque il cinema non è morto, a essere in crisi semmai è la sala cinematografica. I film stanno avendo un momento di vitalità proprio grazie alle piattaforme e credo che il cinema non morirà, magari è il supporto a cambiare, per cui li vedremo sul tablet più spesso”.

La seconda giornata del festival è stata dominata invece da Vanessa Scalera, la popolare Imma Tataranni dell’omonima serie televisiva, e da Marco Tullio Giordana. Dopo la proiezione del film “Lea” di Giordana, Scalera ha ricevuto l’Acting Award. Il festival ha anche ospitato Anna Carlucci, che ha incontrato il pubblico e proiettato il suo documentario “La vita tra le mani”.
Un momento particolarmente toccante del “Milazzo Film Festival – Attorstudio” è stato rappresentato dalla consegna del Premio “Lo Scarabeo d’Argento – Commitment” all’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo. L’evento ha inoltre offerto al pubblico la proiezione di una serie di documentari sulla Sicilia restaurati dal Museo del Cinema di Torino e dalla Cineteca del Friuli, risalenti all’inizio del secolo scorso, accompagnati dalle note dell’artista milazzese Fabio Sodano.

La soddisfazione di Mario Sesti e Caterina Taricano
I direttori artistici hanno espresso grande soddisfazione per l’esito della manifestazione. Mario Sesti ha sottolineato l’originalità del festival: “Gli artisti nostri ospiti vengono invitati per parlare della loro professione. Sono tutti volti noti del cinema e del teatro. Non esiste un’altra rassegna dedicata all’arte della recitazione come questa. Rivendichiamo la sua originalità e siamo orgogliosi”. Caterina Taricano ha aggiunto: “Il Milazzo Film Festival racconta gli attori e i professionisti dietro i film e le interpretazioni. Abbiamo tanti momenti di dialogo in cui vengono raccontati i dietro le quinte. Di grande importanza è anche il lavoro con le scuole, per avvicinare i giovani al mondo del cinema tramite gli artisti e i loro film. È un lavoro profondo che non si limita alla passerella come altre manifestazioni”.
Il Milazzo Film Festival 2025 si è concluso lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale siciliano e nazionale, confermando che è possibile coniugare l’eccellenza artistica con l’impegno sociale e la valorizzazione della Sicilia. Questa edizione ha dimostrato che un evento può trascendere la semplice rassegna cinematografica, diventando un vero e proprio laboratorio di idee e di emozioni. La scelta di focalizzarsi sul mestiere dell’attore, unita alla capacità di creare un dialogo autentico tra artisti e pubblico, è risultata una scommessa vincente e di grande coinvolgimento per il pubblico.
Articolo di Davide La Cara


















