“Il cassetto segreto” della regista palermitana Costanza Quatriglio, direttrice artistica del Centro Sperimentale di Cinematografia – sede Sicilia, ha vinto ai Nastri d’Argento Documentari 2025 per la sezione Cinema, Cultura, Spettacolo. “Sono davvero grata al Sindacato Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani per questo riconoscimento molto importante. È dato non solo al film, ma anche a una Sicilia diversa rispetto a come viene raccontata in genere. Una Sicilia, ma anche un’Italia, del Novecento, che ci riguarda da vicino, anche se quasi non la ricordiamo più”, ha affermato a BE Sicily Mag.
Costanza Quatriglio e la vittoria ai Nastri d’Argento 2025
Prodotto dalla società torinese Indyca, con il contributo della Sicilia Film Commission, “Il cassetto segreto” racconta la Sicilia e il mondo a partire da una casa e una biblioteca: quella di Giuseppe Quatriglio, padre di Costanza e firma storica del Giornale di Sicilia e di altre importanti testate. “Sono felice – ha proseguito – che questo film che ho realizzato, a partire dall’archivio di mio padre, continui a viaggiare dopo l’anteprima al Festival internazionale del cinema di Berlino dell’anno scorso. Il film sta avendo molto riscontro e in questo momento è visibile sulla piattaforma MYmovies One, insieme a una mia retrospettiva di dieci titoli”.
E sul riconoscimento, Costanza Quatriglio ha aggiunto: “I premi sono sempre benvenuti perché costituiscono uno stimolo a proseguire sulla propria strada, sperimentando e inventando anche forme nuove. Il Nastro d’Argento, in particolare, è un premio molto importante e, anche se non è il primo che ricevo, sono sempre onorata. Ottenerlo proprio per Il cassetto segreto ha un sapore molto speciale, perché questo è un film rischioso, in cui parlo tanto di me. Ha un lato biografico e autobiografico molto importante. La vittoria quindi mi onora particolarmente”.
“Il cassetto segreto – ha concluso la regista palermitana – è un film in cui è particolarmente evidente il risultato che si ottiene quando il cinema e la vita si intrecciano, così tanto da sfumare i loro confini. Per me che faccio cinema e vivo del mestiere che amo, credo che sia la più grande fortuna”.




















