Il 15 maggio si celebra la Giornata dell’autonomia siciliana: esattamente 79 anni, nel 1946, Re Umberto II di Savoia emanava il regio decreto che diede vita alla Regione Siciliana. Essa nacque prima della Repubblica italiana – che venne costituita solo il 2 giugno successivo – e fu la prima tra le cinque regioni a statuto speciale.
La scelta di rendere la Sicilia una Regione a statuto speciale
Le motivazioni che portarono alla scelta di proclamare la Sicilia una Regione a statuto speciale sono varie e di diversa natura. A influire in maniera decisiva fu il contesto storico politico del tempo: la Seconda Guerra Mondiale si era infatti appena conclusa e sull’Isola acquistava sempre più potere il Movimento Indipendentista Siciliano (MIS).
Il Movimento Indipendentista Siciliano: la fondazione e gli esponenti
A fondare, tra il 1942 e il 1943, il MIS fu Andrea Finocchiaro Aprile, con l’obiettivo di rendere la Sicilia uno Stato autonomo, separato dal resto d’Italia. Alcuni sognavano addirittura la Sicilia diventasse la 49a stella sulla bandiera degli Stati Uniti. Negli anni aderirono al movimento diversi politici, intellettuali e proprietari terrieri. A spiccare, tra questi, il barone Lucio Tasca Bordonaro, autore dell’Elogio del latifondo siciliano, testo manifesto del separatismo. A prendere parte al Movimento Indipendentista Siciliano anche il duca di Gualtieri Giuseppe Avarna, il barone Stefano La Motta e il socialista Antonino Varvaro.
In breve tempo il movimento diede vita alla lotta armata con la costituzione dell’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia), dal quale derivarono conflitti con le forze dell’ordine. Nel 1945 infatti, in uno scontro con i Carabinieri, perse la vita Antonio Canepa, a capo dell’EVIS, poi sostituito da Concetto Gallo. Fu quest’ultimo a stabilire un’alleanza del Movimento con la banda di Salvatore Giuliano, che fu nominato colonnello dell’Esercito Volontario per l’Indipendenza. Da quel momento gli episodi violenti si moltiplicarono, come con la Battaglia di San Mauro e gli attacchi alle stazioni dei Carabinieri di Bellolampo, Pioppo e Montelepre.
La consulta
Nel 1944, con lo sbarco degli alleati in Sicilia, l’Isola fu posta sotto l’autorità dell’Alto Commissario per la Sicilia, un organo di governo istituito dal Regno del Sud. Due anni dopo, grazie al lavoro di una Consulta regionale, alla quale parteciparono, tra gli altri, Giuseppe Alessi e Giovanni Guarino Amella, si giunse alla redazione dello Statuto Speciale della Regione Siciliana, che mise definitivamente fine al MIS. Lo statuto fu promulgato con Regio Decreto Legislativo il 15 maggio 1946 dal Re Umberto II. Successivamente, il 26 febbraio 1948, lo statuto fu riconosciuto come legge costituzionale dal Parlamento della Repubblica Italiana, confermandone definitivamente la validità nell’ordinamento repubblicano.
Cosa significa per la Sicilia essere una regione a statuto speciale
Il primo articolo dello Statuto della Regione Siciliana recita che “la Sicilia, con le isole Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria, è costituita in Regione autonoma, fornita di personalità giuridica, entro l’unità politica dello Stato Italiano, sulla base dei principi democratici che ispirano la vita della Nazione”. Lo Statuto speciale decreta poi che la Regione Siciliana ha competenza esclusiva su una serie di materie, tra cui beni culturali, agricoltura, pesca, enti locali, ambiente, turismo, polizia forestale. Vengono quindi elencati gli organi della Regione, quali l’Assemblea, la Giunta e il Presidente della Regione.
In particolare, l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) si distingue per il fatto che è l’unica assemblea regionale italiana in cui i componenti detengono il titolo di deputati. Gli organi legislativi delle altre regioni a statuto speciale (Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Sardegna) sono invece denominati Consigli Regionali e i membri che ne fanno parte consiglieri regionali.




















