Alessia Anselmo
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Giornalista sportiva dal 2013, professionista dal 2023. Ama raccontare i personaggi e le storie che stanno dietro al risultato agonistico. Laureata in lingue moderne e specializzata in giornalismo, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la lettura e le serie tv. È incuriosita dalle nuove tecnologie e non vede l’ora di scoprire dove ci porteranno.

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ANCI Sicilia: tra emergenza Comuni e giovani amministratori, una giornata di confronto a Palermo

La XIV Assemblea nazionale di ANCI Giovani ha visto la partecipazione di amministratori under 35 provenienti da tutta Italia che hanno esposto le loro proposte per superare le criticità

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Per la prima volta, Palermo ha ospitato la XIV Assemblea nazionale di ANCI Giovani, riunendo amministratori under 35 provenienti da tutta Italia. Un evento che si è affiancato all’assemblea di ANCI Sicilia, da cui i sindaci dell’Isola hanno lanciato un grido d’allarme sulla crisi finanziaria che sta mettendo a rischio la gestione degli enti locali.

L’appuntamento del 16 maggio ha visto un confronto su più livelli: da una parte, la necessità di salvare i Comuni siciliani, alle prese con bilanci bloccati e vincoli normativi sempre più stringenti, dall’altra, la visione delle nuove generazioni di amministratori, che chiedono un futuro più inclusivo, innovativo e sostenibile per le città.

Comuni in crisi: il “caso Sicilia”

L’evento, ospitato all’Hotel San Paolo Palace, ha riunito i 391 Comuni siciliani per affrontare una situazione che non può più essere ignorata. Presenti, tra gli altri, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, che ha rilanciato “la proposta di un patto ideale tra le grandi città del sud Italia che in questi tempi vivono e affrontano problemi come disagio giovanile e la necessità di incrementare i livelli di sicurezza”, il prefetto Massimo Mariani e il presidente della sezione siciliana della Corte dei Conti Salvatore Pilato.

Secondo Paolo Amenta, presidente di ANCI Sicilia, “il dato dei 179 comuni commissariati per la mancata approvazione dei bilanci di previsione 2025 è drammatico; solo 54 comuni hanno approvato il consuntivo 2024, mentre molti non hanno chiuso il bilancio 2023”. Numeri che dimostrano la fragilità del sistema e le enormi difficoltà nell’erogare servizi essenziali ai cittadini. “Quando si trasferiscono risorse, i Comuni non riescono più a garantire servizi adeguati. È inutile parlare di livelli essenziali delle prestazioni senza coperture finanziarie. Negli ultimi dieci anni il personale è diminuito del 40%, mentre i fondi per la progettazione sono passati da 50 milioni a 4 milioni”, ha concluso Amenta.

La presenza del presidente di ANCI nazionale, Gaetano Manfredi, ha ribadito l’urgenza di un intervento mirato. “La crisi finanziaria dei Comuni siciliani va affrontata con urgenza. L’alto numero di enti in dissesto dimostra le difficoltà strutturali del sistema, aggravate dalla complessità normativa dello statuto speciale della Regione. Serve un percorso condiviso tra Stato, Regione e autonomie locali per garantire stabilità finanziaria e servizi adeguati ai cittadini”, ha affermato il sindaco di Napoli.

“La Regione – ha sottolineato l’assessore regionale alle Autonomie locali Andrea Messina – ha messo a disposizione risorse importanti provenienti dai fondi del PoFesr e dai fondi territoriali e c’è un budget specifico per le spese di impianto e le assunzioni di professionisti. Abbiamo anticipato l’erogazione delle tre rate del fondo autonomie per risolvere problemi di liquidità dei Comuni ed evitare ricorsi alle anticipazioni di cassa, che aggravano i costi”.

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La situazione, però, è ben più complessa, come ha sottolineato Mario Alvano, segretario generale di ANCI Sicilia: “A differenza delle altre regioni del Mezzogiorno, la Sicilia ha un ordinamento legislativo autonomo, che rende la Regione un interlocutore fondamentale, ma allo stesso tempo manca il consiglio delle Autonomie locali, un organo che dovrebbe facilitare il dialogo tra Regione e Comuni. La Sicilia è l’unica regione d’Italia a non aver mai istituito questo organo di confronto. Ma forse, oggi, serve qualcosa di più”, ha evidenziato Alvano.

La richiesta di ANCI Sicilia è chiara: “Serve un tavolo che metta insieme Stato, Regione Siciliana e autonomie locali. Il disallineamento tra scelte nazionali e regionali penalizza i Comuni, e questa situazione non è più sostenibile”. La presenza di esponenti del MEF, della Regione e della Corte dei Conti ha permesso di affrontare questi temi con una visione ampia. “L’aspettativa è che si prenda finalmente atto del ‘caso Sicilia’ e che si inizi ad affrontarlo con quel senso istituzionale che deve caratterizzare queste vicende”, ha concluso Alvano.

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ANCI Giovani: il futuro dell’amministrazione passa dai giovani

Nel pomeriggio, il dibattito si è spostato al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo, sede della XIV Assemblea di ANCI Giovani, che ha visto la partecipazione di amministratori under 35 provenienti da tutta Italia. I temi affrontati sono stati l’impatto dello scenario geopolitico sullo sviluppo dei territori, la rigenerazione urbana come motore di crescita, pari opportunità e inclusione, e giovani e lavoro, con proposte per superare le criticità occupazionali.

“ANCI Giovani – ha messo in evidenza il presidente Gaetano Manfredi – è un investimento sul futuro degli amministratori. La vera sfida del Sud è migliorare la classe dirigente, formando amministratori più efficaci e capaci di gestire la complessità del momento. Portare l’assemblea a Palermo è un segnale di fiducia nei giovani amministratori del Mezzogiorno, che stanno costruendo un territorio più innovativo, efficiente e pronto ad affrontare le sfide della contemporaneità”.

Anche per Paolo Amenta il ruolo dei giovani amministratori è cruciale. “Non come classe dirigente del domani, ma del presente. Devono affrontare problemi complessi e trovare soluzioni innovative con coraggio e competenza. Non gli chiediamo di attendere il proprio turno, ma di pretenderlo, conquistarlo con determinazione, portando soluzioni dove si decide”.

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