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La Costa Sud di Palermo verso la riqualificazione: un convegno per il rilancio dell’area

Il futuro della Costa Sud: azioni e interventi in programma per la riqualificazione e il ritorno alla balneabilità al centro del convegno all’Hotel San Paolo Palace, in cui sono intervenuti esponenti della politica locale

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Il ruolo delle istituzioni nel processo di riqualificazione della Costa Sud di Palermo, le prospettive legate all’innovazione e ai risvolti occupazionali per i giovani, la valorizzazione dell’ambiente in chiave sostenibile e la necessità di uno sviluppo imprenditoriale in grado di coniugare crescita economica e tutela delle risorse naturali. Se ne è parlato nell’ambito di un convegno tenutosi all’Hotel San Paolo Palace in via Messina Marine, arteria ad alto flusso veicolare ricadente in una delle aree coinvolte nel progetto di rilancio dell’area, considerata strategica per lo sviluppo urbano, economico e turistico del capoluogo siciliano. 

Il convegno sul futuro della Costa Sud di Palermo

Promosso dal Centro Studi “Ernesto Basile”, il convegno sulla Costa Sud di Palermo, condotto dalla giornalista Patrizia Biagi, è stato fortemente voluto dal consigliere comunale Pasquale Terrani, presidente della Commissione Affari Generali, e ha visto la presenza di alcuni esponenti della Giunta e dello stesso primo cittadino Roberto Lagalla, a cui sono state affidate le conclusioni dopo un intenso dibattito che coinvolto professionisti, imprenditori, esponenti del mondo dell’associazionismo e studenti. 

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul futuro di una porzione della città che si estende per sette chilometri di litorale, coprendo un territorio che si snoda da Acqua dei Corsari fino al fiume Oreto. Un’area per troppo tempo dimenticata e che ora attende di rinascere e tornare all’antico fulgore della prima metà del Novecento, quando la fascia costiera di Romagnolo era un luogo incantevole e addirittura curativo, per via della presenza di particolari alghe che sprigionavano iodio. 

Senza dimenticare i ristoranti e i locali, molti dei quali iconici e cristallizzati nell’immaginario collettivo palermitano: quasi un must domenicale per le famiglie più o meno abbienti, con le loro specialità di pesce e una pasticceria d’altissima qualità. La città aveva il proprio mare, lo respirava, lo viveva negli stabilimenti balneari Savoia, Virzì e Delizia-Petrucci, il più famoso: proprio davanti al vicolo Spanò, era provvisto di un trampolino e di un’altalena e ospitava gare sportive. 

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La riqualificazione della Costa Sud di Palermo

Diversi sono i progetti che il Comune ha in programma per la riqualificazione della Costa Sud di Palermo, con l’obiettivo di migliorare la vivibilità e la fruibilità della zona, con un investimento complessivo di cento milioni di euro: si tratta del più imponente intervento di riqualificazione previsto nei cinque anni di amministrazione Lagalla. Un’azione necessaria che, come ha spesso osservato Pasquale Terrani, non cambierà soltanto il tratto interessato ma l’intera città. 

Gli interventi previsti riguardano sia la realizzazione di infrastrutture, come piste ciclabili e nuovi spazi verdi, sia la riqualificazione di aree specifiche, come il porto della Bandita e il Parco a Mare dello Sperone. Grazie al progetto del collettore fognario Sud-Orientale di via Messina Marine, sarà garantita la balneabilità del lungomare: i lavori sono stati consegnati nell’aprile del 2024 e dovranno essere ultimati entro trenta mesi.

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“Per troppo tempo – ha affermato l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo – la Costa Sud è stata colpevolmente dimenticata ma ora non possiamo più permettercelo : la Regione Siciliana si impegna a lavorare concretamente per restituire bellezza e vivibilità a questa parte della città”. 

Grande sostenitore delle potenzialità inespresse della Costa Sud, Pasquale Terrani, da poco eletto consigliere provinciale, ha dedicato molte delle sue azioni politiche al recupero dell’area, non solo in termini di ritorno alla balneabilità. “La Costa Sud – ha affermato – necessita di una rigenerazione urbana e culturale e di un recupero storico e identitario: dal convegno nasceranno sicuramente nuovi spunti di riflessione e idee che contribuiranno alla rinascita”. 

Una visione pienamente condivisa dal sindaco Roberto Lagalla, che ha posto l’accento sulla necessità di diffondere la nozione di cura della città tra i palermitani. “L’amministrazione comunale – ha spiegato – ha bisogno di cittadini che abbiano a cuore la vivibilità di Palermo: a oggi, è mancata la cultura della partecipazione. Credo fermamente che la Costa Sud possa diventare il nostro fiore all’occhiello, attraendo anche flussi turistici internazionali e investimenti: il ruolo dei giovani, nel percorso di rivitalizzazione dell’area, sarà cruciale ma è necessario che maturino competenze e conoscenze linguistiche adeguate”. 

Il sacco di Palermo e le conseguenze sulla zona

Il sacco di Palermo, scempio edilizio all’insegna della totale deregulation a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ebbe sulla Costa Sud un impatto davvero devastante. Migliaia di licenze edilizie furono concesse, con la scusa di dovere ricostruire a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e di creare nuove abitazioni anche in considerazione della crescita demografica. Il tutto avvenne in assenza di una corretta pianificazione e nell’assoluto spregio delle norme di tutela del patrimonio pubblico. 

In pochi anni, da zona di villeggiatura, Romagnolo e Sant’Erasmo divennero una discarica a cielo aperto: fabbriche e parcheggi invasero lo spazio costiero degradandolo, erodendo il paesaggio e provocando l’inquinamento delle acque, non più balneabili. Un sogno finito nell’oblio e nella bruttezza, la fine di una ridente cartolina che raccontava l’entusiasmo e la joie de vivre in salsa palermitana, incastonati nella Costa d’oro della città, un trionfo di gelaterie, trattorie e bancarelle che vendevano lo sfincione. Adesso l’obiettivo è fare tornare l’area ai tempi d’oro.

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