È stato ritrovato all’interno di Porta dei Greci a Palermo “il Crocifisso” di Bartolomeo Navarrete, opera che contribuisce ad arricchire il valore storico e artistico dell’edificio monumentale. Il recupero dell’affresco del 1580 è avvenuto nel corso dei lavori di ristrutturazione dei locali Puccio a cura della sezione locale di ANCE, l’Associazione Costruttori Edili. L’obiettivo è adesso quello di riqualificare l’intera area.
Il ritrovamento del Crocifisso di Bartolomeo Navarrete
L’operazione di restauro condotta all’interno della Porta dei Greci di Palermo, sotto Palazzo Forcella De Seta, con lavori durati circa un anno e mezzo, ha fatto riaffiorare da strati di fuliggine quello che è emerso essere lo straordinario affresco di Bartolomeo Navarrete, il Crocifisso. A occuparsi di comprendere la natura dell’affresco è stato l’archivista dell’Archivio di Stato di Palermo, Maurizio Vesco, il quale si è servito di una fonte del 1700, Le porte della città di Palermo, opera contenente le descrizioni dall’autore palermitano Antonio Mongitore, firmata con lo pseudonimo Lipario Tiziano. Grazie a questo volume, si è avuta la conferma dell’antica presenza dell’opera in questo luogo. È stato compreso inoltre che risale al governo di uno dei più celebri fra i viceré di Sicilia, il duca di Paliano e di Tagliacozzo Marco Antonio Colonna.
L’opera dopo il restauro
Della raffigurazione originaria dell’affresco oggi rimane poco più che qualche tratto; però è certo che il Cristo in croce dipinto copriva quasi interamente la parete perimetrale maggiore del vano all’interno di Porta dei Greci. Pare che nella parte sottostante al Crocifisso fosse riportata una scritta, ad oggi non più visibile, così come sfortunatamente non sono più visibili le due figure di Santa Cristina e Santa Eulalia, probabilmente posizionate ai piedi della croce, che in principio erano parte della composizione pittorica dell’affresco.
“Un po’ meglio conservato – ha spiegato l’archivista Maurizio Vesco – è invece il robusto telaio architettonico, composto da pilastri scanalati completi di capitelli e alte trabeazioni modanate con fregio a rosoni. Si tratta di raffigurazioni di carattere apotropaico, volutamente realizzate in uno dei punti strategici di accesso alla città”.
Il libro “Il tesoro nascosto di Porta dei Greci”
Il racconto del ritrovamento e della genesi del Crocifisso di Bartolomeo Navarrete è diventato inoltre la trama del libro Il tesoro nascosto di Porta dei Greci, scritto da Maurizio Vesco, voluto da Ance Palermo ed edito in 42 edizioni. “L’importanza dell’intervento di recupero intrapreso dall’Ance sta nell’aver riportato l’attenzione della città su un manufatto architettonico di speciale interesse, quale la Porta dei Greci: uno degli esempi più interessanti, nell’Isola, di porta rinascimentale intrisa di simbolismi. Un monumento della storia mediterranea, che ricorda l’impresa d’Africa da parte di Juan de Vega, oggi purtroppo negletto e mortificato”, si legge al suo interno.
“Ci fa piacere pensare che questo ritrovamento possa essere considerato come il nostro contributo per la riqualificazione del quartiere della Kalsa e, in generale del centro storico, ha detto il presidente dell’Ance Palermo Giuseppe Puccio. “Ci auguriamo ora che altri soggetti istituzionali intervengano per il restauro della Porta dei Greci, che versa in condizioni precarie”.


















