mercoledì | 17 Luglio | 2024

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Opere di restauro a Palazzo Butera, Palazzo Pirajno e Palazzo Petrulla: la Kalsa di Palermo si rinnova (VIDEO)

Quasi 20 milioni di euro di investimenti privati per il restauro di Palazzo Butera, Palazzo Pirajno e Palazzo Petrulla: un progetto frutto della collaborazione tra il collezionista d’arte Massimo Valsecchi e l'impresa edile Emmecci

Il nuovo volto della Kalsa di Palermo prende sempre più forma. Il quartiere che si affaccia sul Foro Umberto I vedrà nei prossimi mesi completare le opere di restauro di tre dei suoi palazzi storici: Palazzo Butera, Palazzo Pirajno e Palazzo Petrulla. In totale quasi 20 milioni di euro di investimenti privati. Il progetto è stato presentato in un Open Day da EMMECCI srl, l’impresa edile che, in questi ultimi anni, si è occupata dei lavori.

La collaborazione tra Valsecchi ed Emmecci per il quartiere Kalsa di Palermo

Sono passati quasi dieci anni da quando il collezionista d’arte Massimo Valsecchi, proprietario di Palazzo Butera e Palazzo Pirajno, si è affidato alla piccola ditta Emmecci di Gangi, con in mente l’idea di far tornare la Sicilia quel grande centro di scambi internazionali che è stata in passato. “Fino al ‘700 – spiega – tutto il mondo passava da qui, poi improvvisamente tutto è finito. La custodia dei mestieri di scalpellini, fabbri, falegnami, non è stato solo il punto di partenza del lavoro fatto in questi palazzi, ma è anche un progetto di futuro che si basa sulla necessaria, indispensabile mescolanza fra arte e mestieri”.

massimo valsecchi foto igor petyx 2 - Be Sicily Mag
Massimo Valsecchi (Foto di Igor Petyx)

“In questi anni siamo stati seguiti passo dopo passo dalla Soprintendenza e dall’architetto Giovanni Cappelletti. Grazie a loro, a Massimo Valsecchi e ad ogni singolo nostro collaboratore – sottolinea Mario Puglisi, titolare della Emmeci – abbiamo scritto una bella storia per la Kalsa di Palermo. Ne siamo profondamente orgogliosi. Quindici anni fa eravamo una piccola azienda con una ventina di dipendenti, oggi siamo una squadra di 240 persone con un fatturato di oltre 43 milioni di euro e circa 60 cantieri attivi in tutta Italia”.  

Nel dettaglio, i lavori di restauro di Palazzi Butera ammontano a quasi 12 milioni, quelli di Palazzo Petrulla a 5 milioni, quelli di Palazzo Piraino a più di 1,5 milioni. “Dietro queste cifre – afferma Puglisi – ci sono il sudore, la fatica e le mani preziose delle nostre maestranze. Uomini, donne e giovani siciliani che, grazie al loro mestiere, hanno potuto evitare di fare la valigia e non tornare più”. 

mario puglisi foto igor petyx - Be Sicily Mag
Mario Puglisi (Foto di Igor Petyx)

“È stato anche per noi più anziani – aggiunge il responsabile dei cantieri Gaetano Alaimo, che negli anni ha dovuto gestire in contemporanea anche un centinaio di operai – un importante percorso di crescita. Abbiamo affrontato questo enorme cantiere come fosse composto da tanti piccoli cantieri. Certo, il numero contemporaneo di lavori e di maestranze da coordinare mi faceva dormire poco e pensare molto, ma è stato un esercizio quotidiano utile. Non solo per me, per tutta la nostra squadra, che negli anni è cresciuta non solo nel numero ma anche nelle competenze”.

I lavori a Palazzo Butera, Palazzo Pirajno e Palazzo Petrulla

Mentre il restauro di Palazzo Petrulla, che ospiterà appartamenti privati, è in fase di rifinitura, i lavori a Palazzo Butera sono ormai finiti. Manca solo il collegamento con il vicino Palazzo Pirajno, che è ancora un cantiere aperto e che in futuro ospiterà un centro studi e una scuola degli antichi mestieri artigianali. In un ideale collegamento con il poco distante complesso monumentale dello Steri, sono stati restaurati con 360 mila euro anche il giardino e il porticato del palazzo trecentesco, oggi una delle sedi dell’Università di Palermo

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Giardino di Palazzo Steri (Foto di Igor Petyx)

“Questi progetti privati – sottolinea l’assessore all’Urbanistica del Comune, Maurizio Carta – ci hanno fatto capire che alcune norme del piano particolareggiato del 1993 oggi sono troppo stringenti e non rappresentano più quel propulsore che dovrebbe essere il loro scopo. Quindi, ci hanno permesso di avviare un processo di revisione delle norme attuative. Un processo che in ogni caso non sarà rapido. In futuro, però, la Kalsa potrà tornare ad essere un quartiere della manifattura artigianale, un quartiere in cui i giovani tornino a produrre, anche attraverso la cultura e la creatività”.

Intanto, attraverso le risorse del Cis, verranno ripristinate pavimentazione e marciapiedi da piazza Kalsa a piazzetta Santo Spirito. Un’anticipazione di alcune rimodulazioni delle aree pedonali della zona.

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