Quando pensiamo al Palermo e all’Inghilterra, il pensiero va subito al recente ingresso nel City Football Group, la holding che possiede il Manchester City. Ma la connessione tra la città siciliana e il mondo anglosassone affonda le sue radici ben oltre l’attualità. Un filo invisibile, rosa-nero e affascinante, lega infatti due mondi apparentemente lontani, uniti da storie vere, sorprendenti e profondamente suggestive. Dal porto di Palermo alle tribune dell’Etihad Stadium, ecco cinque tappe per scoprire come il football abbia costruito un ponte tra la Conca d’Oro e l’Inghilterra.
Una nascita britannica: le origini del Palermo

Di Sconosciuto -https___web.archive.org_web_20071011210314_http___cuorerosanero.com_primianni.htm, Pubblico dominio, https___commons.wikimedia.org_w_index.php_curid=26671509
È il 1° novembre 1900 quando, al ritorno da un soggiorno a Londra, l’imprenditore palermitano Ignazio Majo Pagano fonda l’Anglo Palermitan Athletic & Football Club. Non è solo: al suo fianco ci sono figure emblematiche della comunità britannica in città, tra cui il viceconsole Edward De Garston e il primo allenatore-giocatore George Blake, autentico ambasciatore del football d’Oltremanica. Il Palermo nasce così con un’impronta dichiaratamente inglese, nello spirito, nel nome e nei valori sportivi.
Il ruolo di Ignazio Majo Pagano e dei britannici
Ignazio Majo Pagano aveva respirato l’atmosfera del football durante il suo soggiorno londinese, rimanendo affascinato dalla cultura sportiva britannica. De Garston garantì un primo nucleo organizzativo, mentre George Blake, con la sua esperienza e autorevolezza, guidò i primi allenamenti e fu anche il primo a vestire la fascia di capitano.
Una prima partita… da marinai inglesi
Il battesimo del campo avviene il 30 dicembre 1900, in un’amichevole disputata contro l’equipaggio della nave mercantile inglese “Nathan”, approdata a Palermo. Più che una partita, fu un evento mondano: i giornali dell’epoca raccontano tribune affollate, signore in cappello e un clima festoso attorno al nuovo sport che stava conquistando l’aristocrazia cittadina. Il calcio, a Palermo, iniziava a parlare inglese sin dal primo fischio.
Da Union Jack al rosa-nero: l’eredità cromatica

Nei primi anni, il Palermo scendeva in campo con una maglia rosso-blu, ispirata ai colori dell’Union Jack. Ma nel 1907, accade qualcosa di sorprendente: su suggerimento di George Blake e con l’appoggio dei fratelli Whitaker—esponenti della nobiltà industriale britannica trapiantata in Sicilia—il club adotta i colori rosa e nero. Una scelta audace, oggi simbolo inconfondibile di una squadra unica nel panorama calcistico mondiale.
I fratelli Whitaker e l’influenza britannica sulla società palermitana
Gli Whitaker erano sinonimo di eleganza, cultura e imprenditoria. Fondatori dell’omonima cantina e tra i promotori della Palermo mondana di inizio Novecento, furono anche mecenati sportivi. Il rosa e il nero, per loro, rappresentavano l’unione tra la dolcezza del sogno e l’amarezza della sconfitta: perfetto per una squadra “romantica” come il Palermo.
La Lipton Challenge Cup: Palermo re del Sud

Tra il 1908 e il 1915, il Palermo è protagonista della Lipton Challenge Cup, torneo ideato dal magnate scozzese Sir Thomas Lipton, che volle portare anche in Italia la cultura dei trofei sportivi. Il club rosanero vince quattro edizioni su sette, imponendosi sulle squadre di Napoli e diventando la formazione-simbolo del Sud Italia. Una rivalità accesissima, contornata da tifoserie appassionate e cronache infuocate.
Quattro vittorie e un’identità forgiata
Le vittorie nella Lipton non sono solo numeri: diventano simbolo di un’identità calcistica precisa, temprata nel confronto con i rivali campani e nutrita dal fermento sportivo della Belle Époque. Palermo, nei suoi anni pionieristici, è una capitale del calcio grazie anche all’influenza britannica.
Dal 1900 al 2022: ritorno in famiglia con il City Football Group

Nel luglio 2022 il cerchio si chiude. Il Palermo entra ufficialmente a far parte del City Football Group, lo stesso che possiede il Manchester City, il Girona, il New York City FC e altre realtà nel mondo. Pur mantenendo la propria identità, la squadra rosanero entra in una famiglia globale che valorizza competenze, talenti e infrastrutture. Il calcio inglese torna a Palermo, questa volta sotto forma di investimenti, visione strategica e un progetto ambizioso per riportare la squadra ai massimi livelli.
Un filo rosa-nero che attraversa i secoli

Dalla nave “Nathan” al City Football Group, passando per i fratelli Whitaker e i trionfi nella Lipton Challenge Cup: la storia del Palermo è punteggiata da incontri, influenze e rinascite con un accento british. Un legame che non è solo calcistico, ma culturale, fatto di visioni condivise, passioni comuni e una certa eleganza sportiva. E forse, anche oggi, quando al Barbera si canta, un piccolo eco arriva fino a Manchester.




















