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Pasta Galeotta: i detenuti dell’Ucciardone di Palermo diventano artigiani alimentari

I detenuti del carcere Ucciardone di Palermo al lavoro per la produzione di una pasta artigianale: è il progetto "Past-Art" per il reinserimento sociale e lavorativo

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Quindici detenuti sono entrati nel progetto Past-Art, un’iniziativa che sostiene il loro reinserimento nel mondo del lavoro tramite la produzione di pasta artigianale. L’iniziativa, promossa dalla Cooperativa Asterisco – che ha ricevuto il comodato d’uso gratuito del laboratorio di produzione -, ha ricevuto il sostegno da parte di Fondazione Con il Sud, Fondo di beneficenza Intesa San Paolo ed EnelCuore Onlus, in collaborazione con Cesam, Pastifico Bia, Reattiva, Coreras e Ri-genera. Il progetto, sostenuto anche dal Dipartimento di amministrazione penitenziaria.

La pasta artigianale “Ucciardone”

Un laboratorio rimesso a nuovo, quello della casa di reclusione Ucciardone-Calogero di Bona, dotato di impastatrice, essiccatoi e macchina per la pesatura finalizzata al confezionamento, con un collettivo di detenuti che si sono messi a lavoro per produrre una pasta artigianale. L’obbiettivo del progetto Past-Art è quello di formare e in seguito collocare lavorativamente i detenuti palermitani con contratto part-time e attrezzarli tramite un percorso di formazione professionalizzante.

I lavoratori con progetto di reinserimento al momento sono cinque detenuti che lavorano alla produzione di una pasta con 100% grani siciliani, mentre gli altri 10 sono in fase di formazione. La pasta prodotta nel frattempo sarà distribuita nei negozi alimentari e nei ristoranti. Il prodotto, denominato pasta Galeotta, ha l’obiettivo di creare, nel tempo, diversi nuovi formati, oltre a far sviluppare il laboratorio e inserire nuovi strumenti e macchinari.

La commercializzazione inizierà a settembre con un volume stimato di 600 kg di pasta secca a settimana e di 80 kg di pasta fresca. I detenuti hanno sostenuto un percorso di formazione, diviso in 80 ore di addestramento pratico, 40 sulla sicurezza sul lavoro, 36 sull’utilizzo dei macchinari, 36 sul confezionamento e 20 sulle caratteristiche del grano.

La presentazione del progetto

Il progetto è stato presentato presso la Casa Circondariale Calogero di Bona, alla presenza dell’assessore regionale delle Politiche sociali e del lavoro, Nuccia Albano, e l’assessore comunale all’Assistenza sociale, Domenica Calabrò, intervenute per sottolineare il forte valore sociale di questa iniziativa. In sala anche la deputata nazionale Valentina D’Orso, i deputati regionali Valentina Chinnici e Antonello Cracolici, il direttore del dipartimento regionale Attività produttive, Dario Cartabellotta, l’assessore comunale alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti, e la direttrice dell’Ufficio di esecuzione penale esterna, Gabriella Di Franco. La prima parte dell’incontro è stata dedicata all’illustrazione del progetto, per poi dare spazio allo show cooking dello chef Salvo Terruso che ha cucinato dei piatti proprio con la pasta Galeotta.

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