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L’Etna raccontata da chi la conosce: Boris Behncke e “Voci del Vulcano”

In un luogo altamente suggestivo, il Museo dell'Etna di Viagrande, si è tenuto Voci del Vulcano, un ciclo di incontri che ha interessato e impreziosito i mercoledì di luglio

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Cos’hanno in comune la scienza, la narrazione e la bellezza di un vulcano?
Questa è la domanda da cui parte Voci del Vulcano, il ciclo di incontri tenutosi presso il Museo dell’Etna di Viagrande e guidato da uno dei massimi esperti in materia: Boris Behncke, vulcanologo di fama internazionale, nonché divulgatore scientifico. Spinto da un’inesauribile dose di passione, ha messo a disposizione le sue conoscenze con l’obiettivo di informare i cittadini sull’Etna, una presenza naturale tanto affascinante quanto imprevedibile, attraverso un linguaggio accessibile, affinché chiunque potesse partecipare, comprendere e apprezzare ma pur sempre nel rispetto del rigore scientifico. L’Italia è da sempre un terreno fertile per lo sviluppo della vulcanologia mondiale, e la Sicilia non fa certo eccezione. Anzi, la presenza del vulcano continua a trasformarsi sotto i nostri occhi, offrendo uno spettacolo naturale unico.

L’Etna raccontata da chi la conosce: Boris Behncke e “Voci del Vulcano” - Be Sicily Mag - Voci del Vulcano 3

Gli incontri si sono rivelati un perfetto mix tra divulgazione e formazione, ma anche un’occasione per creare un contatto ancora più intimo e autentico con il proprio vulcano. Uno degli intenti più evidenti di Behncke – come lui stesso ha ribadito – è stato quello di fare vera informazione su questa presenza imponente, che da sempre ci qualifica e ci contraddistingue, ma che purtroppo è spesso circondata da informazioni errate, approssimazioni e convinzioni popolari tramandate di generazione in generazione, prive però di qualunque fondamento scientifico.

Anche per questo motivo, il vulcanologo da sempre accoglie tutte le domande che gli vengono poste, anche le più strane o bizzarre che gli sono state rivolte dal pubblico. In particolare, dagli studenti di ogni ordine e grado, da sempre al centro del suo impegno divulgativo. “Tra le richieste più curiose sicuramente quelle dei giovanissimi; studenti che mi fanno domande del tipo quando c’è stata la prima eruzione dell’Etna? O ancora perché esistono i vulcani? Sono solo alcuni esempi che dimostrano quanta poca informazione circoli ancora sull’argomento”.

Tra scienza e territorio: il vulcano come minaccia, risorsa e simbolo culturale

Voci del Vulcano ha rappresentato dunque un’occasione preziosa per fare chiarezza, per contrastare le false credenze e per aggiornare il pubblico sulla situazione vulcanica attuale. Un punto su cui Behncke ha insistito più volte è che “…non esistono vulcani ‘buoni’ o ‘cattivi’: esistono vulcani attivi e vulcani non attivi. L’Etna rientra a pieno titolo nella prima categoria, e proprio per questo va monitorato e studiato con attenzione”, perché la cattiva informazione può diventare un pericolo reale, “…specialmente per i paesi etnei che sorgono in prossimità del vulcano. Pericoli meno evidenti per la città di Catania”.

L’Etna raccontata da chi la conosce: Boris Behncke e “Voci del Vulcano” - Be Sicily Mag - Voci del Vulcano 2

Il terzo e ultimo incontro ha affrontato un tema centrale: il rapporto tra uomo e vulcano, la necessità di una convivenza consapevole. Il vulcano non solo come minaccia, ma anche come opportunità: le eruzioni vulcaniche, pur pericolose, rendono i terreni lavici straordinariamente fertili nel lungo periodo. È anche per questo che le campagne etnee riescono ad offrire prodotti agricoli di altissima qualità: pensiamo ai vini dell’Etna, ai pistacchi di Bronte, alle mele coltivate alle pendici del vulcano. Tutte eccellenze che vantano con l’Etna un legame viscerale.

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E anche culturale: A’ muntagna, non è solo un elemento geografico, ma un vero e proprio simbolo identitario: tra leggende, feste popolari, tradizioni religiose, arte e linguaggio, il vulcano ha inciso ed incide profondamente – ieri come oggi – nella storia delle popolazioni locali. Infine, non va dimenticato l’aspetto turistico. I paesaggi vulcanici, le escursioni ai crateri sommitali e laterali, i rifugi, i parchi naturali e i piccoli borghi arroccati attirano ogni anno migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Il turismo vulcanico – se ben gestito – rappresenta una risorsa economica fondamentale, capace di valorizzare le competenze locali e di promuovere un modello di sostenibilità in cui l’uomo non si contrappone alla natura, ma impara a conviverci.

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