Isabella Napoli
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La scrittura è una delle mie passioni sin da quando bambina mi piaceva scrivere favole su animali e personaggi fantastici. Giornalista professionista dal 2004, festeggio i 20 anni di professione e ho debuttato l’anno scorso con un mio blog. Mi piace seguire la moda e scoprire talenti tra stilisti e artigiani nella mia Sicilia. Il mio lettore più critico? Mio nipote Davide Teo, 6 anni e mezzo, studia a Milano inglese e ogni tanto prova a leggere i miei articoli e li boccia.

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Giuseppe Salerno: l’arte svelata a raggi X

Scoperte emozionanti e segreti svelati dalla radiografia e dall’occhio esperto del siciliano Giuseppe Salerno;. Misteri portati alla luce come quello del sarcofago di Federico II. L'articolo, a cura di Isabella Napoli, è tratto dall'edizione di Maggio 2025 di BE Sicily Mag.

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Da oltre 35 anni, svela i misteri che si celano dietro capolavori come le opere di Antonello da Messina e di Caravaggio. Ha indagato anche sui graffiti dell’Addaura e sui resti conservati nel sarcofago di Federico II. Giuseppe Salerno, classe 1953, è un medico radiologo che ha riversato la sua passione per l’arte in una professione del tutto nuova, come pioniere della diagnostica applicata all’arte e alla conservazione e al restauro dei beni culturali. Tanto da fondare e dirigere il Centro di Diagnostica per Immagini applicata ai Beni Culturali presso la Clinica Candela di Palermo. Qui specialisti di branche diverse possono concorrere nello studio di opere d’arte e di reperti archeologici.

Dal 2006, Salerno è stato inserito nel REI (Registro delle Eredità immateriali dell’UNESCO) come Tesoro Umano Vivente per le applicazioni della radiologia nei beni culturali. La sua vita è stata costellata da scoperte emozionanti e da segreti svelati dal suo occhio esperto, in grado di interpretare lo scorrere del tempo su tele e altre opere d’arte, persino sulle ceramiche. Come nel suo intervento sul sarcofago di Federico II alla Cattedrale di Palermo nel 1998.

Il caso del sarcofago di Federico II

“Ho progettato un’apparecchiatura mobile di radiologia digitale che girava attorno al sarcofago – racconta – L’apparecchio è stato costruito e donato da un’azienda leader di mercato. Nella prima settimana, ci sono stati ben 40 servizi giornalistici soltanto in Germania e poi di tutte le televisioni europee. Era la prima volta che tanti specialisti si riunivano per studiare una tomba di quel genere. Il sarcofago era diventato nei secoli una sorta di condominio ma ad ulteriore profanazione si scoprì che era stato utilizzato anche per nascondere le prove di un assassinio, che probabilmente fu quello di Pietro II d’Aragona, Re di Trinacria, forse colpito all’addome con un colpo d’ascia o di spada alla nuca. Re che quindi non morì di dissenteria nel 1342. Quel colpo fatale gli procurò la frattura della base cranica, ben visibile in radiografia”.

Da conchiglie a capolavori: le tecniche radiologiche

Le tecniche sono le stesse utilizzate per la cura e la diagnosi sui pazienti umani: radiologia digitale, Tac, risonanza magnetica ed ecografia. Nel sarcofago fu usata anche l’endoscopia. L’idea nasce dalla sua formazione umanistica: “Mi sarebbe piaciuto fare qualcosa di umanistico – dice – magari legato all’archeologia e per pura curiosità, cominciai con lo studio delle conchiglie marine. Con gli strumenti della radiologia, il Nautilus svela immagini fantastiche”. Di fatto, la sua indagine diventa fondamentale prima di affrontare un restauro ed è imprescindibile sia per collezionisti privati che per rinomati musei.

Le immagini nascoste

“Il mio primo paziente è stato tanti anni fa ‘Il ritratto di giovane patrizio’ – racconta – Dopo la radiografia si vide la prima mano del dipinto che gli esperti poterono attribuire a Pietro Novelli”. Nasce così il suo rapporto con il Museo Abatellis. “Quando per L’Annunciata di Antonello da Messina fu programmata l’esposizione a New York, – ricorda – facemmo una radiografia per capire lo stato di salute del dipinto, che ha notevoli problemi di tarli. Era necessario monitorare l’integrità compromessa del legno e occorreva fare una Tac. E allora scoprimmo che sotto ciò che possiamo ammirare c’è un’altra Madonna, il volto diverso, impaurito e ha le mani raccolte al petto. Nella Tac è venuta fuori esattamente L’Annunciata che è esposta a Monaco di Baviera. Una delle due fu modificata da Antonello, correggendo anche il mantello”.

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Un lavoro “rivelatore”

L’indagine sulle pitture ad olio va oltre gli strati successivi. Alcune tele possono svelare anche la firma di autori insospettabili e nascondere veri capolavori. Ogni referto contiene l’analisi del supporto e poi quella dello strato pittorico. “Nell’arco di meno di un secolo la diagnostica applicata all’arte è passata dal ‘pinacoscopio’, lente binoculare ad illuminazione interna messo a punto al Louvre nel 1931, alla Tac multistrato e all’imaging digitale – continua Salerno –. Il mio unico cruccio è che in Sicilia abbiamo purtroppo perso l’occasione di avere un’apparecchiatura dedicata, per indagini ancora più accurate, indispensabile per potere monitorare al meglio tutto il vasto patrimonio artistico dell’Isola. Spero che si possa rimediare”. Nelle librerie è disponibile il suo libro “Arte svelata – arte ai raggi X” scritto con il figlio Ruggero.

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