L’Italia invecchia, e con lei il suo tessuto imprenditoriale. Ma in Sicilia il fenomeno ha un volto preciso: quello degli over 70 che continuano a tenere il timone delle loro attività, spesso a conduzione familiare, resistendo alla pensione e alle difficoltà di passaggio generazionale. A dirlo non è un’impressione, ma un’analisi di Unioncamere e InfoCamere, realtà di riferimento nel monitoraggio dell’economia italiana. Unioncamere coordina le Camere di commercio del Paese, mentre InfoCamere gestisce il Registro delle Imprese, la banca dati ufficiale che fotografa in tempo reale la vita delle aziende. I dati, aggiornati a giugno 2025, offrono una fotografia precisa e ufficiale dell’imprenditoria italiana e della sua evoluzione nell’ultimo decennio.
Secondo questo studio, l’Isola è tra le regioni con la più alta incidenza di imprenditori ultrasettantenni: il 13,3% del totale, una quota che la colloca subito dietro Basilicata e Abruzzo e davanti alla Puglia.
Dati che parlano siciliano
A giugno 2025, in tutta Italia i titolari d’impresa con almeno 70 anni erano 314.824, pari al 10,7% del totale, in aumento di 24.496 unità rispetto al 2015. Un trend che colpisce ancor di più se si considera che nello stesso periodo il numero complessivo delle imprese individuali è calato di oltre 300mila unità. In Sicilia, la mappa provinciale è eloquente: Trapani ed Enna sono tra le punte nazionali, con rispettivamente il 17,6% e il 15,6% di titolari over 70, ben oltre la media italiana. Palermo spicca invece per l’aumento in valori assoluti: +1.840 imprenditori senior in dieci anni.
Un’eredità difficile da passare
Il fenomeno non riguarda solo i numeri, ma tocca la cultura d’impresa siciliana. In molte realtà rurali o interne, le microimprese – botteghe artigiane, attività agricole, negozi storici – sono profondamente radicate nella comunità e gestite da decenni dalla stessa famiglia. Qui il “cambio di testimone” fatica ad avvenire: i giovani emigrano, preferiscono il lavoro dipendente o si orientano verso settori innovativi, lasciando scoperte intere filiere tradizionali.
I settori più “grigi”
L’agricoltura è il comparto in cui l’età media si alza di più: quasi un titolare su tre ha superato i 70 anni. Un dato che in Sicilia si intreccia con la gestione di terreni, masserie e coltivazioni tramandate di padre in figlio, ma sempre più spesso senza eredi pronti a subentrare. Seguono le attività estrattive, la fornitura di energia e l’artigianato manifatturiero. All’estremo opposto, i comparti legati a ICT e consulenza contano pochissimi imprenditori senior.
Una questione di futuro
La concentrazione di over 70 alla guida di microimprese tradizionali pone una sfida cruciale: come garantire continuità a un patrimonio economico e culturale che rischia di dissolversi con la generazione attuale. Servono politiche mirate per favorire il ricambio generazionale e per rendere attrattive anche per i giovani quelle attività che sono parte integrante dell’identità siciliana. Perché se è vero che l’esperienza è un valore, è altrettanto vero che senza nuovi capitani, le barche – per quanto solide – rischiano di restare ferme in porto.




















