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In Tunisia una mostra fotografica per celebrare il legame con la Sicilia

La mostra sarà visitabile presso l'ex presbitero di Santa Croce a Tunisi dal 12 al 21 settembre

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Sicilia e Tunisia unite da una mostra che celebra la loro profonda connessione. Ideata dalle associazioni I Colori della Vita e Didone & Enée, l’esposizione mette in luce il legame tra l’isola e la nazione nordafricana, due “vicine di casa” separate da soli 140 chilometri di mare. Sin dall’antichità, queste due terre sono infatti state protagoniste di un continuo scambio culturale ed economico.

Tunisia e Sicilia raccontate con la fotografia

L’esposizione dal titolo Mare di Sicilia e Tunisia: Da una costa all’altra, sarà inaugurata venerdì 12 settembre. Il lavoro è composto dalle opere di dieci fotografi, tunisini e siciliani, che attraverso le loro immagini racconteranno i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo. La mostra, realizzata con il supporto dell’Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e della Municipalité de Tunis, vuole essere un fiore all’occhiello del rapporto Sicilia-Tunisia, testimoniato anche dalle forti comunità tunisine presenti in Sicilia. Per esempio è molto viva quella di Mazara del Vallo, nella quale si parla un dialetto che è una commistione del tutto originale tra siciliano e tunisino. Un’altra testimonianza del rapporto tra le due realtà è l’influenza gastronomica: il cous cous, piatto tipico tunisino, è ormai diventato da tempo una specialità siciliana, ormai un vero e proprio piatto tipico dell’Isola.

Due realtà unite da una storia secolare

Il tratto di mare che separa la Sicilia dalla Tunisia non è mai stato soltanto un confine: sin dal IX secolo, quando l’isola entrò nell’orbita araba-islamica (827-1091), esso divenne un corridoio vitale di scambi religiosi, commerciali e culturali. I legami con Kairouan e Mahdia, centri fiorenti dell’Ifriqiya, erano intensi e quotidiani, e proseguirono anche dopo l’arrivo dei Normanni nel 1091, trasformando la Sicilia in un mosaico di convivenze in cui latino, arabo e greco si mescolavano nei mercati e nei porti. Ancora oggi, a distanza di quasi un millennio, quella parte di Mediterraneo conserva la sua funzione di ponte: i porti di Radès e La Goulette a Tunisi sono collegati regolarmente con Palermo, permettendo un interscambio che negli ultimi decenni ha visto crescere settori come l’energia, l’agricoltura e il manifatturiero.

Negli ultimi vent’anni, il Mediterraneo è diventato anche una frontiera umanitaria, solcata da migliaia di uomini e donne in fuga da crisi politiche e povertà, che hanno trovato in Lampedusa un simbolo di speranza. Questo mare, dunque, continua a raccontare soprattutto una storia di vicinanza, di intrecci e di destini comuni che resistono al tempo e alle tempeste della storia.

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