In Sicilia non c’è Pasqua senza cassata. Il dolce siciliano per eccellenza ormai viene consumato da molti più volte all’anno, ma la cassata siciliana rimane una delle pietanze più tipiche del periodo pasquale.
Quella della cassata è una storia antica, ambientata in una Palermo conquistata dagli arabi che avevano portato sull’Isola prodotti come il pistacchio, gli agrumi, le mandorle e lo zucchero.
L’origine araba della cassata siciliana
La cassata è uno dei dolci più ricchi e golosi della tradizione siciliana. A base di pan di spagna, ricotta, canditi e ricoperta di glassa, la tipica cassata siciliana è diventata famosa soprattutto per le sue decorazioni colorate e ispirate all’arte barocca.
Pare che le sue origini risalgano al periodo della dominazione araba in Sicilia quando, intorno all’XI secolo, Palermo era la città più grande d’Europa. Proprio qui si stanziarono gli Arabi portando con loro molti ingredienti nuovi come pistacchi, agrumi, mandorle e zucchero.
Secondo la tradizione, una notte un pastore decise di mescolare ricotta di pecora con zucchero e miele dentro una ciotola, che in arabo si chiamava quas’at. Il risultato fu così sorprendente che nacque un dolce destinato a diventare leggendario e che prese il nome di cassata, dal nome arabo del contenitore che l’aveva generato.
In seguito, i cuochi della corte palermitana iniziarono a racchiudere quel ripieno in un guscio di pasta frolla cotto in forno, dando così vita ad una prima versione della cassata al forno.

Il successo della cassata siciliana in epoca Normanna
Occorre, però, aspettare i Normanni per raggiungere l’aspetto che ancora oggi contraddistingue la cassata siciliana. Proprio in quel periodo, infatti, viene inventata a Palermo la pasta di martorana, o pasta reale. Fatta con farina di mandorle e zucchero, a crearla per la prima volta sono proprio le monache del convento della Martorana, dalla quale l’impasto prende il nome.
Solo nel Settecento la pasta frolla viene sostituita dal pan di Spagna, importato da Genova, e alla farcitura di ricotta vengono aggiunte scaglie di cioccolato. Con il tempo arrivano anche la glassa e la frutta candita, che danno vita alla cassata come la conosciamo oggi.
La cassata siciliana come simbolo pasquale
La cassata siciliana è considerata un dolce pasquale già da molti secoli. Nel 1575, infatti, il sinodo della diocesi di Mazara del Vallo riconobbe il dolce come simbolo della festa, vietando alle monache la preparazione durante la Quaresima per non cadere in tentazione.
Oggi la cassata siciliana continua a conquistare i cuori e i palati di tutti, non solo in Italia ma anche all’estero, diventando uno dei dolci più famosi al mondo.









