Omar Gelsomino
Omar Gelsomino
Sin da giovane manifesta l'interesse per il giornalismo. Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Catania ha iniziato il suo percorso giornalistico con un quindicinale locale, L'Obiettivo, per poi collaborare come freelance con diverse testate giornalistiche. È autore del libro "La stagione autonomista di Silvio Milazzo". Ha diretto per oltre sei anni il bimestrale siciliano Bianca Magazine e attualmente collabora con il quotidiano La Sicilia, ma la curiosità per la sua terra e i siciliani lo hanno portato a scrivere anche per Be Sicily Mag

ultimi articoli

“C’era una volta un pezzo di creta”: a Mineo la fiaba di Pinocchio si fa scultura

La mostra di Antonino Navanzino nella Casa natale di Luigi Capuana dedicata al famoso personaggio del libro di Collodi

spot_imgspot_img
Omar Gelsomino
Omar Gelsomino
Sin da giovane manifesta l'interesse per il giornalismo. Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Catania ha iniziato il suo percorso giornalistico con un quindicinale locale, L'Obiettivo, per poi collaborare come freelance con diverse testate giornalistiche. È autore del libro "La stagione autonomista di Silvio Milazzo". Ha diretto per oltre sei anni il bimestrale siciliano Bianca Magazine e attualmente collabora con il quotidiano La Sicilia, ma la curiosità per la sua terra e i siciliani lo hanno portato a scrivere anche per Be Sicily Mag
- Advertisement -
Pubblicità: pasticceriamatranga.com

La Casa natale di Luigi Capuana, cuore letterario del borgo siciliano di Mineo, ospita fino al prossimo 6 gennaio una mostra che è molto più di un’esposizione: “C’era una volta un pezzo di creta”, ideata dal ceramista e docente calatino Antonino Navanzino, è un percorso immersivo tra arte, narrazione e materia viva. La mostra è visitabile durante gli orari di apertura della Casa Museo Luigi Capuana, in via Romano 16.

Tra arte, materia e narrazione

Ispirata al mondo simbolico de Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi, la mostra presenta quaranta vasi antropomorfi realizzati a mano, ognuno unico, che raccontano con la creta emozioni, volti e trasformazioni. Lontane dalla ripetitività dell’oggetto seriale, queste opere dialogano con la tradizione ceramica di Caltagirone, ma se ne distaccano per abbracciare l’onirico, il simbolico, il meraviglioso. Le colorazioni, ottenute con smalti borici, accentuano la dimensione fantastica con effetti visivi iridescenti.

Questa edizione dell’esposizione si inserisce nel programma della VII edizione del Parnaso Siculo Book Fest, diretto da Mario Luca Testa, ed è organizzata dall’Associazione Parnaso Siculo con il patrocinio del Comune di Mineo, a conferma dell’impegno condiviso nel promuovere l’arte, la letteratura e la memoria culturale siciliana.

Rivive la casa museo

La scelta di una casa-museo come spazio espositivo non è casuale: qui la fiaba si intreccia alla storia, la materia incontra la parola e l’infanzia diventa chiave di lettura della nostra identità culturale. L’esposizione si inserisce in un contesto denso di riferimenti culturali: la Casa Museo Luigi Capuana, con i suoi manoscritti, arredi e memorie, rappresenta un ponte ideale con la narrazione fiabesca. Non a caso, Capuana e Collodi – entrambi attivi nella Firenze postunitaria – condivisero l’interesse per l’educazione, il teatro popolare e la letteratura per l’infanzia, pur seguendo traiettorie diverse.

La fiaba come linguaggio

“C’era una volta un pezzo di creta” è quindi un omaggio alla fiaba come dispositivo educativo e creativo, alla ceramica come linguaggio narrativo, alla cultura italiana come intreccio di parole, materia e memoria.

Antonino Navanzino, ceramista di seconda generazione e docente di Disegno e Storia dell’Arte, unisce la tradizione artigianale calatina a una visione artistica personale, incentrata sulla fiaba e sull’archetipo. I suoi vasi non sono oggetti, ma personaggi: maschere, attori silenziosi, simboli di un racconto che prende forma.

Adv
Pubblicità: extemporaservizi.com

Le parole dei protagonisti

“Ho voluto proporre la mostra delle teste antropomorfe di Antonino Navanzino proprio qui, nella Casa natale di Luigi Capuana, perché penso che questo luogo non debba essere soltanto un museo della memoria, ma anche uno spazio vivo, capace di dialogare con il presente – dichiara Mario Luca Testa, direttore del Parnaso Siculo Book Fest -. Le opere di Navanzino hanno radici profonde nella tradizione ceramica calatina, ma al tempo stesso parlano di identità, immaginario e trasformazione: temi che sento molto vicini all’eredità di Capuana e al suo mondo narrativo. Così la Casa Capuana non è soltanto una cornice, ma diventa parte del racconto, accogliendo l’arte contemporanea e mettendola in relazione con la storia e la letteratura nazionale. Un intreccio che offre spunti preziosi per riflettere su sue intellettuali, Collodi e Capuana, che hanno saputo essere protagonisti in un periodo storico complesso e cruciale come quello dell’Unità d’Italia”. 

Leggi anche:  Sebastiano Monaco torna a splendere a Mineo: restaurati gli affreschi della chiesa di Sant'Agrippina

“La favola di Pinocchio è tra le più conosciute al mondo e bisogna rileggerla tante volte e reinterpretare nella vita – spiega il maestro Antonino Navanzino -. Io ho voluto rileggerla in maniera plastica e da qui, pensando alle teste di Caltagirone, dalla nostra tradizione ho creato la collezione dei 40 personaggi più importanti della storia di Pinocchio, ciascuno dei quali realizzati con spirito personale, pensando al sentimento che può avere “la maschera” che Collodi racconta di quell’Italia che andava verso l’unità, e smalti borici che si sciolgono durante la cottura e i colori si trasformano, pensando alla parte del sogno, come se fosse una cosa sublime, quindi sognare Pinocchio e vederlo con un’interpretazione in chiave contemporanea”.

Adv
Pubblicità: cascino.expert.it
Condividi questo articolo sui tuoi social...
Omar Gelsomino
Omar Gelsomino
Sin da giovane manifesta l'interesse per il giornalismo. Laureato in Scienze Politiche all'Università degli Studi di Catania ha iniziato il suo percorso giornalistico con un quindicinale locale, L'Obiettivo, per poi collaborare come freelance con diverse testate giornalistiche. È autore del libro "La stagione autonomista di Silvio Milazzo". Ha diretto per oltre sei anni il bimestrale siciliano Bianca Magazine e attualmente collabora con il quotidiano La Sicilia, ma la curiosità per la sua terra e i siciliani lo hanno portato a scrivere anche per Be Sicily Mag
Pubblicità: cascino.expert.it
Pubblicità: analisiclinichedipiazza.it
Pubblicità: diessehome.it

ULTIMI ARTICOLI

consigliato da be

BE Sicily Mag Settembre 2026: l’editoriale di Licia Raimondi

BE Sicily Mag Settembre 2026 è arrivato in edicola.C’è un colore che attraversa questo numero. Non lo avevamo deciso, non avevamo costruito le nostre...
Pubblicità: italtekno.com

non perderti

Pubblicità: riflessi.it
Pubblicità: analisiclinichedipiazza.it
spot_img
spot_imgspot_img