L’Università di Palermo compie un passo decisivo nel campo della ricerca e delle politiche accademiche sulla migrazione. È stata infatti redatta la prima “Carta degli Officia“, un documento che definisce i doveri e le responsabilità degli atenei nel promuovere conoscenza, inclusione e diritti per le persone migranti.
La Carta, condivisa con diverse università italiane ed europee, è ora al vaglio dei rettori e sarà presto presentata alla CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) per diventare un modello di riferimento a livello nazionale ed europeo.
L’obiettivo di Unipa, da sempre all’avanguardia in questo settore di ricerca, è quello di porsi come laboratorio di innovazione etica e accademica, capace di coniugare ricerca e impegno civile. Del resto Palermo è da sempre una città crocevia di culture e migrazioni: l’Università di Palermo trasforma questa eredità in una visione scientifica e civile capace di orientare le politiche accademiche internazionali.
Ricerca, formazione e servizi per l’inclusione
L’iniziativa si traduce in obiettivi concreti: rafforzare la ricerca accademica sui fenomeni migratori, potenziare corsi di studio, dottorati e insegnamenti dedicati al tema e migliorare i servizi universitari per chi arriva in Italia da percorsi migratori. Tra le azioni previste figurano il potenziamento delle cliniche legali, degli ambulatori, dei centri linguistici di ateneo e di tutte le strutture che favoriscono l’accesso allo studio e l’inserimento lavorativo di migranti, profughi e rifugiati.
Il ruolo del Centro “Migrare”
L’elaborazione della Carta è frutto del lavoro del Centro di Ateneo Migrare, struttura che incarna la visione dell’Università di Palermo come “Università dell’accoglienza”. Migrare si occupa di ricerca, formazione e terza missione sui temi delle migrazioni, della mobilità umana e della dignità della persona, favorendo il dialogo tra università, scuole, associazioni e società civile.
Già la scorsa settimana, in occasione del convegno “Migrazioni e Università. Per una Carta degli Officia. Quel che è giusto fare. Come è giusto fare“, il Centro ha riunito studiosi, studenti e rappresentanti istituzionali per discutere del ruolo degli atenei come motori di giustizia sociale e inclusione.



















