Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Affitti più equi nei centri commerciali: una vittoria per gli esercenti

La battaglia di Confimprese Palermo porta a una sentenza che ridà equilibrio al mercato e tutela i lavoratori siciliani

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Davide La Cara
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Una buona notizia per i commercianti siciliani arriva dal Consiglio di Giustizia Amministrativa. Il CGA ha infatti accolto il ricorso presentato da Confimprese Palermo contro il Comune, riconoscendo l’obbligo per le amministrazioni di controllare che i canoni di affitto nei centri commerciali siano coerenti con quelli indicati nei documenti di autorizzazione. Tradotto: niente più affitti gonfiati rispetto a quanto promesso, e maggiore trasparenza per chi lavora all’interno delle grandi strutture di vendita.

Secondo la sentenza del 27 ottobre, le amministrazioni dovranno verificare che i canoni di affitto richiesti dai gestori dei centri commerciali siano coerenti con quanto dichiarato nei documenti autorizzativi.

“Questa decisione — spiega il presidente di Confimprese Palermo, Giovanni Felice — rappresenta un importante passo avanti verso un sistema più trasparente e sostenibile. I grandi centri commerciali hanno certamente portato modernità, ma è giusto che operino nel rispetto delle regole e senza penalizzare le piccole imprese”.

Negli anni, infatti, molti commercianti si sono trovati a fronteggiare canoni di locazione molto più elevati di quelli promessi nei piani iniziali, con conseguenze pesanti per le attività locali. Da qui la scelta di Confimprese di intraprendere una lunga azione legale, culminata con una sentenza che oggi offre nuove tutele a centinaia di piccole imprese siciliane.

Un principio che vale per tutta la Sicilia

Il CGA ha stabilito che i canoni di locazione indicati negli Studi di Impatto — documenti fondamentali per ottenere l’autorizzazione alla costruzione e gestione dei centri commerciali — devono essere considerati vincolanti. Se non vengono rispettati, l’autorizzazione stessa può essere revocata.

Come spiegano gli avvocati di Confinprese Palermo, la sentenza chiarisce che questi studi non sono meri adempimenti formali, ma strumenti concreti a garanzia dell’interesse pubblico. “Ogni centro commerciale dovrà dimostrare di aver rispettato i parametri economici dichiarati — sottolineano — pena la decadenza della propria autorizzazione”.

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Un futuro più giusto per i commercianti

La decisione apre la strada a un riequilibrio del mercato: i commercianti potranno chiedere la rideterminazione degli affitti, in linea con quanto previsto negli Studi di Impatto, e ottenere la restituzione delle somme versate in eccesso negli ultimi dieci anni.

Secondo uno studio di Confimprese, in Sicilia ci sono 18 grandi centri commerciali per un totale di circa 600mila metri quadrati e oltre 1.600 imprese coinvolte. In molti casi, gli affitti praticati hanno superato di gran lunga le cifre originariamente previste. “Si è passati da canoni stimati di 225 euro al metro quadro fino a richieste di oltre mille euro — spiega il vicepresidente di Confimprese Palermo, Giuseppe Pellerito —. È evidente che un simile divario metteva in ginocchio molte attività”.

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Verso un commercio equilibrato e sostenibile

Il principio sancito dal CGA è destinato ad avere effetti di sistema non solo in Sicilia ma, potenzialmente, in tutta Italia. L’obiettivo è chiaro: favorire una concorrenza leale e tutelare il tessuto delle piccole e medie imprese, che rappresentano la vera spina dorsale del commercio locale.

“Questa non è una battaglia contro i centri commerciali — conclude Felice — ma un passo verso un modello economico più equilibrato, dove tutti possano lavorare nel rispetto delle regole e della dignità del proprio impegno”.

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