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I mercati come “capitale sociale” di Palermo: la battaglia di Confimprese per salvarli

Un momento di studio e approfondimento sui temi focali del commercio ambulante, con particolare attenzione rivolta ai mercatini e al loro ruolo, economico e sociale, in ambito cittadino

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Il convegno “Microimprese del commercio Capitale del Territorio”, promosso da Confimprese Palermo, ha fatto il punto sullo stato di salute dei mercati storici e rionali nel capoluogo siciliano. Un dialogo serrato tra l’associazione di categoria presieduta da Giovanni Felice e le istituzioni, con l’obiettivo di individuare nuove misure per rilanciare le attività di vendita itineranti su aree pubbliche.

I lavori si sono tenuti nel pomeriggio di venerdì 7 novembre negli spazi della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura Palermo-Enna, che ha contribuito alla realizzazione dell’iniziativa da cui sono emerse proposte e possibili strategie a sostegno del settore.

L’importanza dei mercati storici e rionali di Palermo

“Il commercio, sia in sede fissa che su aree pubbliche è un’attività economica, ma anche sociale e culturale, perché contribuisce a creare e intensificare relazioni umane, presidiando i quartieri e la quotidianità della vita urbana”, ha sottolineato Giovanni Felice, che ricopre anche il ruolo di coordinatore regionale di Confimprese in Sicilia, rivolgendosi al folto pubblico di ambulanti presenti.

“Non è, dunque, un’attività marginale – ha aggiunto – ma un capitale sociale a tutti gli effetti, e i mercatini settimanali ne rappresentano l’espressione più verace e autentica”. Da qui, la necessità di tutelarli e di trasformarli in leva di rilancio delle vendite nelle città. “Malgrado l’importanza che rivestono, rimangono tuttavia fuori dai progetti di rigenerazione territoriale e, di certo, non rappresentano una priorità dell’agenda politica”.

Giovanni Felice
Giovanni Felice, coordinatore regionale di Confimprese Sicilia

I problemi da risolvere

Nonostante l’importanza di queste realtà, sono tante le istanze che animano il settore in attesa di risposte concrete da parte della pubblica amministrazione, a partire dalle richieste di nuove assegnazioni e dalla necessità di introdurre nel sistema degli storici mercati rionali elementi di innovazione e digitalizzazione.

Altrettanti, sono i nodi da sciogliere: secondo Confimprese, infatti, le poche novità introdotte riguardano accorpamenti, riduzioni e spostamenti delle attività ambulanti che spesso si traducono in forme di svuotamento e penalizzazione della categoria, malgrado le pretese di riorganizzazione.

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Il sostegno delle istituzioni

Osservazioni a cui, in rappresentanza del Comune di Palermo, hanno risposto il sindaco Roberto Lagalla, gli assessori Salvatore Orlando, Maurizio Carta e Giuliano Forzinetti, rispettivamente titolari dei Lavori Pubblici, dell’Urbanistica e delle Attività produttive e il presidente della Commissione Attività produttive Ottavio Zacco. All’evento sindacale hanno partecipato anche l’eurodeputato Giuseppe Milazzo, l’assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana Edy Tamajo e il presidente dell’omonima commissione all’ARS Gaspare Vitrano.

Secondo il primo cittadino di Palermo, l’attuale crisi dei mercati è in parte dovuta al cambiamento delle abitudini dei cittadini. “Secondo il rapporto sulla demografia – ha detto – nella nostra città come altrove è aumentato il numero di famiglie non tradizionali, anche composte da una sola persona: va da sé che mutino anche le abitudini di shopping, complici gli acquisti via rete ormai consolidati. Ecco perché occorre ragionare sui cambiamenti necessari da attuare: in tal senso, l’Amministrazione, a oggi, ha avuto grande rispetto per lo status quo e non si è mai mossa senza una condivisione con i commercianti, istituendo anche un tavolo di confronto”. 

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Lo stesso assessore Giuliano Forzinetti ha sottolineato come non siano mancati i momenti di discussione, anche burrascosi, con le associazioni di categoria e gli stessi ambulanti. “L’importante è trovare un punto di incontro – ha dichiarato – e noi lo abbiamo fatto pur trovando una situazione disastrosa, con il Comune sull’orlo del fallimento. È opportuno ricordare che c’erano delibere vessatorie e aumenti di tasse che abbiamo provveduto a eliminare, mirando a migliorare la situazione entro il 2027: attualmente i mercatini non funzionano ma cambiare è possibile, anche intensificando i controlli e l’igiene urbana”.

“Bisogna smettere di pensare ai mercatini rionali e settimanali  – ha detto Maurizio Carta – semplicemente come luoghi temporanei che sottraggono spazio ad altre attività: occorre iniziare a considerarli parte di una rete urbana di commercio di prossimità che certamente necessita di una maggiore qualificazione e di servizi adeguati alle esigenze degli utenti e degli stessi commercianti: si tratta di un progetto di città, e non della risoluzione di un problema, che rientra nel Piano Urbanistico Generale”. 

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L’assessore Maurizio Carta, il vicepresidente della Camera di Commercio Nunzio Reina e il sindaco Roberto Lagalla

I dati sui mercati storici e rionali di Palermo

Eppure, secondo i dati diffusi da Confimprese sul commercio ambulante, ricavati dall’Osservatorio nazionale del Ministero dello Sviluppo economico, in Sicilia la condizione degli operatori del settore sarebbe tutt’altro che rosea: tra il 2016 e il 2024, infatti, gli addetti sono passati da 21.298 a 16.189, con una perdita di oltre 5.000 imprese, pari a una percentuale di -24%, avvenuta in buona parte nell’ultimo anno.

Le soluzioni di Confimprese

La ricetta formulata da Confimprese Palermo e Sicilia per contrastare il tracollo delle attività ambulanti prevede linee di intervento ben delineate che partono da lavori strutturali su pavimentazione, arredi, viabilità e servizi igienici, accompagnati dall’adozione di soluzioni flessibili e decorose quali gazebo mobili, strutture modulari e container attrezzati, fino alla digitalizzazione gestionale, posteggi inclusi, geolocalizzazione dei mercati e dei singoli operatori e il controllo delle presenze da remoto.

Altri temi “caldi” evidenziati dall’organizzazione datoriale riguardano il miglioramento dell’accessibilità e dell’integrazione con il contesto urbano, anche attraverso la creazione di un’immagine coordinata dei mercati capace di esaltare il loro legame con le specificità del territorio e una strategia promozionale di marketing, inclusiva di campagne mediatiche e social, iniziative culturali, eventi tematici e percorsi condivisi con le botteghe artigianali. 

Senza dimenticare la formazione, l’accompagnamento alle imprese e la progettazione collettiva di concerto con la pubblica amministrazione. Azioni e proposte pienamente condivise dal vicepresidente della Camera di Commercio Nunzio Reina, che ha chiesto più tutele per i commercianti ambulanti, definendoli “un tassello importante per l’economia”.

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