Il 12 novembre 2003 fu il giorno dell’attentato di Nassiriya. In Iraq, un camion carico di esplosivo colpì la base italiana “Maestrale”, provocando la morte di ventotto persone, tra cui diciannove italiani: dodici carabinieri, cinque militari dell’Esercito e due civili. Uno degli eventi più tragici nella storia delle missioni italiane all’estero, che sconvolse l’intero Paese e lasciò una cicatrice indelebile nella memoria collettiva. Tra le vittime, anche sette siciliani che avevano scelto di servire lo Stato in una missione di pace, animati da senso del dovere e spirito di solidarietà internazionale.
I caduti siciliani di Nassiriya: nomi e storie da non dimenticare
Tra i militari caduti, la Sicilia ricorda con commozione il maresciallo aiutante dei Carabinieri Giovanni Cavallaro di Messina, il maresciallo capo Alfio Ragazzi di Catania e il maresciallo capo Domenico Intravaia di Monreale. Al loro fianco altri quattro partecipanti alla missione: Giuseppe Coletta, Emanuele Ferraro, Ivan Ghitti e Horacio Majorana. Uomini che hanno rappresentato il volto più autentico del servizio alla nazione: dedizione, lealtà e coraggio. Nel 2009 venne conferita loro la Medaglia d’oro al valor civile della Regione Siciliana alla memoria. Le loro famiglie, ancora oggi, partecipano attivamente alle iniziative commemorative affinché il sacrificio di Nassiriya continui a essere raccontato alle nuove generazioni.
Le commemorazioni in Sicilia dell’attentato di Nassiriya
In occasione dell’anniversario, in tutta la Sicilia sono in programma cerimonie commemorative dedicate ai caduti nell’attentato di Nassiriya. Da Palermo a Catania, da Messina a Siracusa, autorità civili e militari, studenti e semplici cittadini si ritrovano per rendere omaggio a chi ha sacrificato la propria vita in nome della pace.
A Palermo, presso il Monumento ai Caduti di Nassiriya del Giardino Inglese, si svolge ogni anno la cerimonia dell’alzabandiera e la deposizione di una corona d’alloro. Presenti il prefetto, il sindaco e i rappresentanti delle forze armate, che ricordano il valore e l’impegno dei militari siciliani caduti in Iraq.
A Catania, nella caserma “Somma”, sede del XII Battaglione Carabinieri Sicilia, si celebra una messa di suffragio alla presenza dei familiari delle vittime. Le scuole partecipano con letture e riflessioni dedicate alla memoria e al valore della pace.
Le dichiarazioni di Renato Schifani
“In un momento così difficile sul piano internazionale, sentiamo ancora più forte il dovere di ricordare chi ha sacrificato la propria vita per portare la pace in luoghi di guerra. A 22 anni di distanza da quel 12 novembre 2003, è ancora vivido il ricordo degli italiani caduti a Nassiriya e il nostro pensiero va in particolare ai caduti siciliani. I loro nomi rimarranno per sempre nel cuore di tutti noi per la dedizione e il senso del dovere profuso in una missione che li ha strappati alla vita e all’affetto dei loro cari”, ha affermato il Presidente della Regione Renato Schifani.
“Come ogni anno ricordo con commozione – ha aggiunto Schifani – quando, nel 2008, il Senato, di cui ero presidente, ha intitolato la Sala delle conferenze stampa di Palazzo Madama ai caduti di Nassiriya, un gesto simbolico per onorare il loro sacrificio nelle istituzioni della Repubblica. È un monito perché l’Italia continui a riconoscere il valore di quanti hanno dato la propria vita per aiutare gli altri e perché, in questo particolare momento storico, ricordiamo sempre con gratitudine l’impegno delle nostre forze armate in favore delle popolazioni che soffrono e al servizio della pace”.
La memoria come valore civile e collettivo
L’anniversario dell’attentato di Nassiriya non è soltanto una data nel calendario, ma un momento di riflessione civile. Ricordare significa comprendere il valore della pace e l’importanza di chi, ogni giorno, lavora per difenderla. Come recita la targa posta a Roma in memoria delle vittime: “Non dimenticare è il primo atto di pace”.



















