Un recente rapporto di Save the Children pone l’attenzione su un dato allarmante: gli adolescenti siciliani leggono meno rispetto alla media italiana, collocandosi in una fascia tutt’altro che positiva. Un campanello che invita a riflettere sulla necessità di riscoprire il piacere della lettura, di lasciarsi emozionare da una storia, di perdersi tra le pagine di un libro fino a scoprirne il finale. Allo stesso tempo, dall’analisi emerge anche un’altra esigenza, quella di creare spazi che incentivino l’incontro tra i più piccoli e i libri, rendendo la lettura davvero accessibile. Oggi, infatti, il costo medio di un volume si attesta tra i 15 e i 19 euro: una spesa non sempre sostenibile per le famiglie, soprattutto in contesti economici fragili.
Il rapporto di Save the Children
“Senza Filtri”, questo il titolo del rapporto di Save the Children inserito nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, evidenzia fenomeni importanti, inseriti all’interno di un contesto ampio. Il documento analizza infatti diversi aspetti culturali, diffondendo i dati con l’obiettivo di sensibilizzare e sostenere il proprio scopo ultimo: garantire un futuro più equo ai bambini e agli adolescenti in difficoltà. Quello che desta maggiore preoccupazione per quanto riguarda la Sicilia è proprio relativo alla lettura. Solo il 32% degli adolescenti legge libri al di fuori di quelli scolastici, a fronte di una media nazionale del 53,8%.
Guardando però alla partecipazione culturale della popolazione in senso lato, il rapporto prende in considerazione anche abitudini come visitare musei, teatri e siti archeologici. In questo ambito, la Sicilia mostra un dato incoraggiante: il 39,6% dei giovani usufruisce di esperienze teatrali, una percentuale superiore alla media italiana del 33,2%. È proprio da questo che forse si può partire per ampliare il coinvolgimento dei giovani in iniziative formative.
La ricerca di un epilogo positivo
La Sicilia dovrebbe dunque impegnarsi a valorizzare la lettura e il patrimonio linguistico, coinvolgendo quanti più giovani possibile. Per farlo è necessario costruire reti territoriali solide, capaci di lavorare insieme e di proporre iniziative che aprano nuove strade verso il mondo multiforme dei libri. Solo così sarà possibile trovare una chiave efficace per avvicinare le nuove generazioni ai libri, trasformandoli in un’esperienza quotidiana, naturale e condivisa tra biblioteche pubbliche, circoli di lettura o progetti scolastici.




















