Un movimento per il diritto a restare, che si pone come obiettivo l’inversione di una tendenza sempre più in crescita in Sicilia, quella dell’emigrare in cerca di nuove opportunità. È l’accordo tra sessanta organizzazioni no profit, denominato Patto x restare, siglato sabato 15 novembre a San Giovanni Gemini, in provincia di Agrigento. All’incontro hanno partecipato i delegati di ogni singola associazione aderente, che hanno firmato un documento di due pagine che include tutte le premesse e lo scopo del movimento. A guidare la fase operativa del collettivo saranno cinque coordinatori, che sono stati eletti sul momento.
La nascita del Patto X Restare
“Libertà di scelta, mobilità come valore, equità come libertà collettiva, responsabilità verso il territorio, impegno per il bene comune della Sicilia, antimafia e giustizia sociale, partecipazione e nonviolenza”, questi i principi fondamentali del Patto x Restare. Il metodo attraverso cui verranno perseguiti è chiaro: una logica orizzontale e partecipata, che si sviluppa secondo i criteri del confronto e delle assemblee democratiche. Non ci saranno dunque leader unici, bensì un collettivo che agisce seguendo le idee di tutte le realtà aderenti.
È così che proprio gli esponenti delle associazioni aderenti hanno dibattuto e si sono confrontati, raccontando esperienze e sogni. Storie spesso fatte di difficoltà e senso di solitudine, come descritto da tantissimi giovani che finalmente sembrano aver trovato un punto comune per credere nella propria terra e nel proprio futuro. È la rivoluzione del carrubbo, frutto tipico della Sicilia diventato simbolo dell’iniziativa.

Presto si passerà ai fatti. È anche in virtù di ciò che sono stati eletti cinque coordinatori: Francesco Riolo, 25 anni, San Giovanni Gemini (Spazio Giovani Generazioni); Irene Fucà, 30 anni, Agrigento (Local Impact Aps); Federica Pollari, 25 anni, Palermo (Scuola di Restanza e Futuro); Paola Galuffo, 35 anni, Mazara del Vallo (Partecipazione politica) e Carmelo Traina, 31 anni, Campobello di Licata (Centro Studi Giuseppe Gatì).
L’ottimismo dei promotori
A raccontare a BE Sicily Mag l’iniziativa è stato uno di loro, Francesco Riolo di Spazio Giovani Generazioni. “Desideriamo una Sicilia più libera, perché vogliamo vivere nel luogo in cui siamo nati e costruire qui il nostro futuro qui. Serve una narrazione alternativa rispetto a quella che purtroppo ci è stata trasmessa, dobbiamo combattere questo nemico culturale che non permette alla Sicilia di crescere”.
“La firma del Patto x Restare è evento storico perché mette insieme realtà che credono in questa terra. Adesso è tutto nelle nostre mani”, ha aggiunto Vincenzo Cipolla, segretario di Facilmente APS, associazione di Aragona, in provincia di Agrigento. “Non amiamo la Sicilia solamente a parole, ma anche con le azioni. Abbiamo il dovere di curarcene e il diritto di viverla, sebbene spesso l’Isola venga considerata periferia. Le potenzialità ci sono, ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti”, questo invece il discorso di Carmelo Traina.




















