Misiliscemi, in provincia di Trapani, è il comune più giovane della Sicilia. Tra campagne, case sparse e strade che guardano verso il Trapanese, il suo nome è legato a un territorio fatto di nuclei abitati distinti più che a un unico centro compatto.
Un comune nato nel 2021
La sua istituzione risale a una legge regionale del 10 febbraio 2021, con cui otto frazioni sono state separate dal territorio di Trapani. Da quel momento è diventato l’ultimo comune nato nell’isola, facendo salire il totale dei comuni siciliani da 390 a 391. Il primato, quindi, non dipende da una classifica demografica o da una curiosità anagrafica, ma da un atto amministrativo recente che ha ridisegnato una parte della geografia comunale trapanese.
Cosa racconta questo primato
Nelle strade che collegano le borgate, tra abitazioni, campagne coltivate e percorsi quotidiani verso la città vicina, questo primato prende una forma molto concreta: un territorio che prima veniva identificato attraverso le sue frazioni ha assunto un’autonomia propria. In Sicilia, dove molti comuni hanno radici antiche e nomi legati a secoli di storia, una nascita così recente spicca proprio perché interrompe l’idea di una mappa immobile. Qui il confine comunale non è solo una linea: accompagna scuole, uffici, servizi e abitudini di chi vive o attraversa la zona.
Nel mosaico dei comuni siciliani, Misiliscemi è la tessera appena inserita accanto al vecchio bordo di Trapani.



















