La seconda edizione di Vinacria Ortigia Wine Fest va in archivio con un bilancio che gli organizzatori definiscono più che positivo. Sono stati oltre tremila i visitatori della manifestazione che, il 23 e 24 novembre, ha animato l’Antico Mercato di Ortigia e, parallelamente, altre location dell’isola siracusana grazie a degustazioni, pranzi e cene riservate a operatori e stampa, in un percorso che ha intrecciato vino, cibo e identità territoriale.
Grande partecipazione al Vinacria Ortigia Wine Fest
Pubblico e operatori del settore, turisti italiani e stranieri – Ortigia, splendida appendice di Siracusa e set cinematografico d’eccezione ne attira in ogni stagione – hanno accolto con entusiasmo la possibilità di riempire i calici senza limitazioni, degustando vini, oli e distillati in un contatto diretto e privilegiato con i produttori.
Le quattro masterclass, dedicate ai cosiddetti “vini minori” (ma non chiamateli così, raccomandava la brochure di programma), al mondo dei passiti e dei moscati, ai bianchi siciliani capaci di dialogare alla pari con i più blasonati francesi e alle effervescenze dell’Isola, hanno registrato il tutto esaurito. Una conferma dell’attenzione crescente, non solo degli addetti ai lavori, verso un comparto che continua a evolversi con qualità e determinazione.
Ottantanove i produttori coinvolti, con le principali cantine siciliane fianco a fianco in un palmarès ricco e rappresentativo dell’intera geografia vitivinicola siciliana. Ai banchi sono stati particolarmente apprezzati anche gli oli degli oleifici Cutrera, Mandredonne e Ruta – protagonisti anche nella masterclass dedicata all’Olio curata dall’Irvo – mentre un’area del festival era dedicata a spirits e distillati artigianali.
La soddisfazione degli organizzatori
“Il tema dell’edizione 2025 – spiega l’organizzatrice e ideatrice di Vinacria, Giada Capriotti – è racchiuso nel termine POP, un invito a un linguaggio del vino popular, accessibile, inclusivo, autentico. Il vino è cultura, ma negli ultimi anni è stato appesantito da formalismi che lo hanno reso elitario. Il nostro obiettivo era riportarlo tra la gente, restituirgli il valore di emozione condivisa, e crediamo di esserci riusciti. Per questo Vinacria è POP: niente barriere, niente rigidità. È stata una fatica enorme, ma ogni sforzo è stato ripagato”.
Il mondo del vino, si sa, prova da anni a conquistare il pubblico più giovane, che spesso mostra interesse discontinuo verso la cultura enologica, pur non restando invece insensibile, in molti casi, ai superalcolici. In quest’ottica, Vinacria ha scelto di coinvolgere gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Federico II di Svevia”, parte attiva nelle operazioni di servizio e assistenza ai banchi di degustazione. Un progetto di inclusione pensato come ponte tra nuove generazioni, mondo del lavoro e cultura del vino, che ha offerto loro un’esperienza formativa concreta e preziosa.

“Siamo già al lavoro sulla terza edizione, che potrebbe nascere in una nuova città: un cambio di scenario che vogliamo vivere come opportunità di crescita e di racconto”, ha aggiunto Giada Capriotti.
Non solo Wine
Al centro del racconto dell’Ortigia Wine Fest c’è il territorio in tutte le sue declinazioni. Se l’area food allestita all’esterno del Mercato, nelle viuzze affacciate sul mare, è stata una delle tappe più frequentate – con la Salumeria Fratelli Burgio e Cappuccio Pesce Fresco a interpretare con stile la gastronomia locale – la cena di preview al Cortile Spirito Santo, una stella Michelin che brilla all’interno del seicentesco palazzo Salomone, ha rappresentato il momento più esclusivo.
Tra amuse-bouche, la Sinfonia di carota con hummus di pistacchio e spezie – piatto signature dello chef Giuseppe Torrisi – i “Cavati” con salsiccia di Palazzolo e un dessert alla mandorla di Avola che riproduceva la Trinacria, il pairing ha proposto una selezione di ben ventisei etichette. Dietro ciascuna bottiglia una storia, un’identità, una visione: elementi che costruiscono l’immagine di una Sicilia dalla tradizione enologica unica. Ed è proprio questa ricchezza che Vinacria ha scelto di mettere al centro, celebrandola con un approccio contemporaneo, aperto e profondamente legato alla sua terra.



















