Perdendosi nel cuore di Palermo, tra le arterie del suo centro storico, è facile imbattersi nei tanti tesori che nasconde. Può accadere che, incuriositi da un piccolo e pittoresco vicolo, ci si ritrovi catapultati in un’altra dimensione, in un mercato vibrante o tra strade che portano i segni delle popolazioni, oggi lontane, che le abitavano. O che, ancora, varcando le porte di quella che sembra una libreria come le altre, si venga travolti dalla sorpresa.
È quello che succede quando – per caso, per curiosità o grazie alla fama che la precede tra gli amanti della lettura – si sceglie di entrare ne La stanza di carta, a due passi da Piazza Pretoria, un luogo in cui il tempo è fermo. Fermo alle prime edizioni, alla carta più spessa, tipica di quei libri che profumano di passato. E dove il tempo si ferma anche per chi vi entra: varcando la soglia ci si ritrova in uno spazio talmente piccolo che, per riuscire a trovare ciò che si cerca o ciò che non si sapeva di star cercando, è necessario prendersi un momento.
Tra le librerie più piccole al mondo
Con i suoi 19 metri quadrati di spazio calpestabile, La Stanza di carta entra di diritto nella classifica delle librerie più piccole al mondo. Si sviluppa quasi interamente in altezza e nasce da un’idea di Piero Onorato, librario dal 1969 e in precedenza proprietario della storica Libreria Broadway di Palermo. Era il 2019 quando Onorato apriva questa minuscola libreria, restituendo alla città un luogo magico, dopo circa vent’anni di chiusura.
La struttura fa parte della Chiesa di San Giuseppe dei Teatini e si trova in corrispondenza del campanile, ancora funzionante. A scandire le ore in libreria è proprio il suono delle campane, che crea un’atmosfera suggestiva. “Il concetto di verticalità si estende anche a questo, a una sorta di elevazione, di spazio metafisico” spiega Onorato.
Le nicchie segrete
“Nonostante le dimensioni, ci sono delle sorprese che non è detto troviate senza una guida” continua. Al suo interno infatti, si nascondono “libri e case editrici che non esistono più“, prodotti rari e prime edizioni. Le chicche non si limitano però agli scaffali. All’interno della piccola libreria, sono infatti presenti ben due nicchie nascoste: La stanza dei segreti e una seconda stanza, entrambe accessibili solo al librario tramite un ingegnoso sistema e dal contenuto riservato ai curiosi che riescano a convincere il proprietario a svelarli.
Lettori, non consumatori
“La cultura è di tutti, non deve essere inflazionata” continua Piero Onorato, un uomo che ai libri ha donato la sua vita. “Questo è un luogo che si rivolge ai lettori, non ai consumatori. È un osservatorio in cui raccolgo persone da tutto il mondo. Brasile, Australia, ma quasi sempre dello stesso target, cioè giovane, under 40. Anche i bambini preferiscono i libri antichi e la cosa mi inorgoglisce da cittadino e da professionista”.





















