C’è un luogo in Sicilia in cui il piatto tradizionale non è la pasta al forno, il timballo o il pesce ma le rane: è Paternò, un comune da 44mila abitanti che sorprende il resto della Sicilia con una tradizione atipica. I Larunchi, come vengono chiamate in dialetto, vengono cucinate in tutti i modi e negli ultimi tempi viene anche fatto l’arancino alle rane: una tradizione che unisce il piatto tipico siciliano al piatto tipico tradizionale amato dai mangialarunchi, come vengono chiamati dai paesi limitrofi.
“I Larunchi”, le rane di Paterno
La zona di Paternò è una zona molto umida, compresa di un fiume, chiamato Simeto, che dunque favorisce la presenza delle rane, un tempo una risorse alimentare tra le più accessibili al ceto popolare. Ricche di nutrienti, facili “prede” e facili da cucinare, con il tempo I larunchi sono diventate una vera e propria tradizione, tanto da avere in passato una sagra dedicata, la Sagra delle rane, che veniva portata avanti ogni settembre e che vedeva la rana inserita in diverse ricette della tradizione siciliana.
Tra folklore e lo sfottò dei cittadini nelle zone limitrofe, con l’appellativo di mangialarunchi, i paternesi hanno sviluppato un senso di appartenenza e di tradizione verso la loro pietanza tipica che si contraddistingue rispetto a tutte le altre zone del catanese e non solo.
Gli arancini alla rana: l’ultima trovata dei paternesi
Negli ultimi anni, cuochi e gastronomi di Paternò hanno unito la tradizione di Santa Lucia, ormai presente in tutta la Regione, a quella delle rane: è così nato l’arancino con i larunchi. L’arancino paternese vede il ripieno con il ragù di rane, sorprendendo i palati di chi non è proprio affine alla tradizione e ribaltando lo sfottò, facendolo diventare un’opportunità gastronomica.
Dato il grande consumo di rane, a Paternò ormai esistono diversi allevamenti, che permettono ai cuochi di poter portare a tavola alimenti tracciati e sicuri: è così che Santa Lucia, nel borgo catanese, si riempie dei profumi tipici dell’arancino uniti ad un gusto particolare e che sorprende i palati dei siciliani.





















