Tra le Madonie e i Nebrodi, abbarbicato su una rocca che domina il paesaggio, Gangi, oggi parte della Rete dei Musei Civici promossa da ANCI Sicilia, accoglie i visitatori con la sua storia millenaria e con il titolo di primo Borgo dei Borghi d’Italia. Non solo un riconoscimento turistico, ma la conferma di un’identità che intreccia arte, memoria e comunità. Passeggiare tra le sue strade significa respirare un tempo sospeso, dove le tradizioni si fondono con la vita quotidiana e ogni pietra racconta un frammento di Sicilia.
Palazzo Sgadari e il ciclo del grano di Giambecchina
Il cuore del Museo Civico è Palazzo Sgadari, un edificio che custodisce un piano interamente dedicato a Giambecchina, artista che ha saputo trasformare la vita contadina in arte. Qui si trovano un centinaio di opere, tra cui quelle del celebre Ciclo del grano, ispirato alle tradizioni popolari e alle testimonianze di vita quotidiana del territorio. Le tele raccontano la fatica dei campi, il ritmo delle stagioni, la dignità dei gesti semplici. Guardarle significa entrare in un mondo che appartiene alla memoria e che continua a parlare al presente.


Il Museo delle Armi
Proseguendo nel percorso museale, s’incontrano le sale dedicate al Museo delle Armi, una collezione che spazia dal Settecento al Novecento. Fucili da caccia, armi da difesa e pezzi provenienti anche da lontano raccontano la storia di un territorio che ha sempre avuto un ruolo strategico. Ogni reperto è testimonianza di epoche diverse, di conflitti e di usi quotidiani, restituendo un quadro vivido della vita militare e civile.
La sezione etnoantropologica e archeologica
Il Museo Civico di Gangi si arricchisce con la sezione etnoantropologica, che conserva oggetti legati ai mestieri e alla vita quotidiana: utensili, strumenti di lavoro, testimonianze di un mondo che oggi sembra lontano, ma che ha plasmato l’identità del territorio circostante. La sezione archeologica completa il percorso, con reperti che documentano la presenza di civiltà antiche e insediamenti che hanno modellato queste montagne.


San Cataldo e la Sagra della Spiga: le tradizioni di Gangi
La vita del borgo è scandita anche dalle feste popolari, che rafforzano il legame tra comunità e tradizione. La festa di San Cataldo, patrono per devozione, anima le vie del paese a maggio, con processioni che un tempo duravano una settimana intera e che ancora oggi coinvolgono tutta la comunità. San Cataldo, portato in spalla dai devoti, benediceva i campi e le campagne, rafforzando un legame profondo tra fede e lavoro agricolo.
A Natale, il Presepe Vivente trasforma un intero quartiere in un palcoscenico di mestieri e scene sacre, con oltre 200 figuranti: un evento capace di attirare visitatori da tutto il mondo. Durante l’anno, poi, non mancano sagre e manifestazioni che uniscono cultura, agro‑zootecnia e turismo, come la Sagra della Spiga, la mostra mercato zootecnica e le celebrazioni di Santa Lucia.
“Le nostre feste non sono solo tradizione, ma occasioni di incontro e di accoglienza. Coinvolgono tutta la comunità e permettono ai visitatori di vivere la vera identità di Gangi”, racconta Gandolfo Zaffora, volontario della Pro Loco.



A Gangi la cultura è motore di sviluppo
Gangi non è soltanto un borgo quasi magico nel suo essere quasi fermo nel tempo, ma un laboratorio di sviluppo culturale e territoriale. Dal 2007, durante il suo primo mandato, il sindaco Giuseppe Ferrarello ha puntato sulla riqualificazione urbana e sulla destagionalizzazione del turismo, convinto che anche i paesi di montagna potessero diventare attrattori. “Non è vero che il turismo si fa solo al mare. Anche i nostri borghi hanno tesori da valorizzare, e i musei sono parte di questo percorso”, racconta.
La strategia è stata quella di aprire e potenziare i palazzi storici e i musei, trasformandoli in poli culturali capaci di attrarre visitatori tutto l’anno. Parallelamente, Gangi è diventata capofila di un’unione di 26 Comuni delle aree interne, che lavorano insieme alla programmazione europea e alla strategia nazionale per le aree interne. “Da soli i piccoli comuni non andrebbero lontano. Fare rete significa condividere professionalità e competenze, e questo ci permette di intercettare fondi e creare opportunità – sottolinea Ferrarello – Da soli i piccoli Comuni non potrebbero sostenere progetti così ambiziosi. Insieme, invece, possiamo valorizzare i nostri tesori e renderli accessibili a tutti”.
È stata questa visione che ha portato alla nascita di un polo museale articolato: “Abbiamo creduto nella cultura come motore di sviluppo, perché è ciò che ci distingue e ci rende unici”, conclude il sindaco, ribadendo come la rete dei musei civici di ANCI Sicilia sia un tassello fondamentale di questo percorso.


Un viaggio nella Rete dei Musei ANCI
La tappa di Gangi conferma come la Rete dei Musei Civici ANCI Sicilia sia un viaggio in cui ogni spazio diventa tassello di un mosaico che unisce memoria, tradizione e ricerca. Abbiamo già raccontato Niscemi, Caltanissetta, Mazara e Troina. Gangi è la quinta fermata di questo percorso. La prossima sarà l’ultima tappa del viaggio di BE Sicily Mag con ANCI Sicilia, almeno per questo 2025…





















