Nel cuore dei Nebrodi, Troina è molto più di una capitale normanna. È un laboratorio vivo, in cui storia, paesaggio e progettazione si intrecciano in una visione che guarda avanti. Passeggiando tra vicoli medievali e piazze rigenerate, abbiamo toccato con mano un borgo che investe in cultura, turismo esperienziale e relazioni internazionali. Il Sistema museale troinese, le collaborazioni con università siciliane e inglesi, l’arte moderna e contemporanea e l’azienda silvopastorale raccontano un territorio che non si limita a conservare, ma che sceglie di trasformarsi. È da qui che parte il nostro viaggio con ANCI Sicilia, promotrice della Rete dei Musei Civici: un progetto che connette i territori, valorizzando il patrimonio culturale e mettendo in condivisione saperi, visioni e buone pratiche.

A Troina il turismo culturale parla più lingue
Lo scopriamo tra le targhe bilingue — anche in cinese — che punteggiano il centro storico, segno tangibile di un’accoglienza pensata per chi arriva da lontano. Il moderno centro di informazione turistica, con sala immersiva e contenuti multimediali, ci introduce alla storia e al paesaggio locale. Un’esperienza coinvolgente che prepara alla visita dei musei civici, dove ogni spazio racconta un frammento di identità. Qui, la cultura non è solo patrimonio. Si fa racconto, accessibile a tutti.

Museo della fotografia Robert Capa: lo sguardo che resiste
La statua bronzea di Robert Capa ci accoglie all’ingresso di Palazzo Pretura, in cui la mostra permanente Fragments of War in Sicily espone 62 scatti — molti inediti — del celebre fotoreporter ungherese. Capa documentò la battaglia di Troina del luglio 1943, una delle più dure della campagna di Sicilia. Le sue immagini, pubblicate su Life Magazine, fissarono nella memoria collettiva il volto del conflitto. Oggi tornano a dialogare con il territorio, tra memoria storica e sguardo contemporaneo. “Per noi è il museo più potente: non solo per il valore storico, ma per la forza visiva con cui racconta la dignità delle persone, nella quotidianità di un gesto come il condividere un bicchiere d’acqua con un soldato, nello sguardo di una bambina tra le macerie della guerra, nell’anziano del borgo che dà indicazioni agli americani, nel gruppetto di persone che guarda con curiosità ai salvatori”, dicono Salvo Pacino e Fabio Salinaro, che con l’associazione Cooltural-Mente, gestiscono i musei per conto del Comune.







Pinacoteca civica Gaetano Zito: dialogo tra arte sacra e modernità
Poche centinaia di metri più in là, al secondo piano della Torre Capitania, che per secoli ha ospitato un carcere maschile, la Pinacoteca civica intitolata a monsignor Gaetano Zito raccoglie oggi opere pittoriche e scultoree provenienti da chiese e conventi troinesi. Tra le tele, spiccano capolavori di Willem Schellinks, Philipp Peter Roos e Paolo Domenico Finoglio, accanto a dipinti cinquecenteschi di autori ignoti. L’allestimento valorizza ogni opera, creando un racconto visivo che intreccia spiritualità, storia e sensibilità moderna.
Tra le opere custodite, spicca il pezzo più raro: l’unico dipinto attribuito a Tiziano Vecellio presente da Napoli in giù, il ritratto di Papa Paolo III Farnese, che conferisce alla Pinacoteca un valore assoluto nel panorama museale del Sud Italia.
A far compagnia a visitatori e addetti ai lavori, tra una tela e l’altra, c’è anche la statua lignea di San Vito: una presenza familiare e rassicurante, ormai diventata una sorta di mascotte per chi abita quotidianamente le sale della Pinacoteca, tra turni, visite guidate e momenti di cura silenziosa del patrimonio.
Museo diffuso di storia normanna: la città diventa racconto
Non sono soltanto le sale dei musei a raccontare la storia di Troina, che venne scelta nel 1062 da Ruggero d’Altavilla come base per la conquista dell’isola, diventando la prima capitale normanna in Sicilia e restandolo fino al 1130, quando cedette il posto a Palermo. Dieci pannelli in maiolica dipinta a mano, firmati dall’artista Sandro Impellizzeri, narrano le gesta di Ruggero e Roberto il Guiscardo. Collocati lungo i vicoli medievali, trasformano Troina in un museo a cielo aperto. Il progetto, ispirato alla cronaca del monaco Goffredo Malaterra, valorizza gli antichi quartieri e invita alla scoperta lenta del borgo. Il museo diffuso permette di far vivere la storia tra le sue pietre.

Lapidarium Giovanni Cleofe Canale e Antiquarium archeologico
A proposito di pietre, al primo piano della Torre Capitania, il Lapidarium espone reperti databili tra XI e XVIII secolo: stemmi, bifore, colonnine, leoni stilofori e lastre tombali. Ogni frammento testimonia la stratificazione storica di Troina. L’allestimento, curato e immersivo, restituisce valore a un patrimonio spesso invisibile. Un museo che parla agli studiosi, ai curiosi, ai viaggiatori e continua ad attrarre ricercatori da tutta Europa. Non è un caso, infatti, che il Comune di Troina insieme alla Soprintendenza di Enna ha avviato da anni e continua a portare avanti una collaborazione con l’Università di Cambridge, per promuovere nuove campagne di scavo archeologico per riportare alla luce insediamenti e reperti che poi vengono esposti nelle sale dell’Antiquarium archeologico, nel piano più basso della Torre, dove un tempo venivano letteralmente gettati i prigionieri.
Università, ricerca, paesaggio e progettazione: il borgo che si trasforma
Lo sguardo di Troina non è solo proiettato al passato. Al contrario, punta al futuro in molti modi. Unoè sicuramente il distaccamento dell’Università di Catania, che ospita corsi in professioni sanitarie a numero chiuso, attirando studenti da tutta Italia — Puglia, Sardegna, Lazio — animando il borgo anche nei mesi invernali. Sempre nel campo della ricerca, un’eccellenza tutta troinese è l’IRCCS Oasi Maria Santissima, che ha una pluriennale esperienza e profonda competenza nel trattamento della disabilità intellettiva e dei disturbi dello spettro autistico. L’Istituto adotta un approccio basato sull’umanizzazione della cura e sul coinvolgimento globale della persona con autismo e della sua famiglia, garantendo un’assistenza personalizzata e integrata.
E poi c’è l’azienda speciale silvo pastorale, che è un esempio virtuoso di gestione ambientale integrata. Oltre 4200 ettari di terre comunali rinate dopo una lunga battaglia per il ripristino della legalità e il recupero dei boschi demaniali sottratti all’uso pubblico. Oggi promuove un modello sostenibile con musei agroforestali, aree attrezzate e progetti che restituiscono il territorio alla comunità:
“In questi anni – spiega l’ex sindaco Fabio Venezia, oggi assessore ai Beni culturali – abbiamo lavorato per il rilancio del territorio coniugando la valorizzazione dei beni culturali con un’azione di legalità che ha consentito di rilanciare il nostro patrimonio naturalistico e di creare occupazione tra i giovani del territorio. Un esempio concreto di come fare rete può contribuire concretamente a cambiare e a migliorare le cose”.

Progettazione europea e visione territoriale: Troina capofila
Diverse sono le iniziative che il Comune ha messo in piedi per valorizzare il territorio circostante, attrarre nuovi investitori, contribuendo alla riqualificazione del centro storico e alla rinascita del tessuto urbano: “Viviamo in un contesto internazionale e nazionale difficile – sottolineano il sindaco Alfio Giachino e l’assessore al Turismo Salvatore Siciliano – ma con forza e determinazione negli ultimi anni la città di Troina è diventata punto di riferimento per la parte interna della Sicilia. Rete museale, sentieri naturalistici e storia si coniugano perfettamente con un turismo esperienziale in cui immergersi per vivere la nostra realtà locale. Ciò ha permesso di creare anche delle opportunità di lavoro per i giovani che si occupano della gestione della rete museale o del progetto Case a 1 un euro. La nostra città – proseguono – oltre a partecipare alla rete dei Borghi più belli d’Italia fa parte anche dell’Area interna Troina, unione in cui fanno parte 14 Comuni, con l’obiettivo di migliorare i servizi essenziali come istruzione, salute e mobilità e sfruttare le risorse ambientali e culturali del territorio per creare sviluppo e opportunità di rilancio delle nostre comunità”.




















