Il governo regionale della Sicilia, guidato dal presidente Renato Schifani, ha dato il via libera a una misura ambiziosa che incentivi il “South Working” o come ha preferito definirla Schifani, il “Sicilian Working“. L’iniziativa mira a trasformare la Sicilia in un hub del lavoro agile, stanziando un fondo di 54 milioni di euro per il triennio 2026-2028. L’obiettivo è quello di incentivare le aziende a permettere ai propri dipendenti di vivere e lavorare stabilmente nell’Isola, favorendo lo sviluppo economico del territorio attraverso lo smart working.
Incentivi e stabilizzazioni: le risorse per il triennio
La norma, che ha incassato il sostegno anche di una parte delle opposizioni, prevede un impegno economico di 18 milioni di euro annui spalmati per i prossimi tre anni. Questi fondi sono destinati a sostenere le imprese che scelgono di investire sul capitale umano siciliano, agevolando sia le nuove assunzioni che la trasformazione dei contratti da tempo determinato a indeterminato per i cittadini residenti in Sicilia.
I dettagli del bonus
Entrando nel merito tecnico, la misura prevede un contributo a fondo perduto di 30mila euro per ogni impresa dell’Unione Europea che assuma lavoratori subordinati a tempo indeterminato o stabilizzi precari, a patto che venga garantita la modalità di lavoro a distanza nel territorio regionale per almeno cinque anni. La clausola del “lavoro agile” dovrà essere esplicitamente prevista dai contratti individuali per garantire la permanenza del lavoratore nell’Isola.
Coworking e aree interne
Oltre ai bonus per le assunzioni, la strategia regionale guarda anche alle infrastrutture digitali e sociali. Sono stati stanziati 2 milioni di euro all’anno (per un totale di 6 milioni nel triennio) per la creazione di spazi di coworking pubblici. Questi uffici condivisi sorgeranno prioritariamente nei comuni delle aree interne, offrendo servizi moderni e connessioni veloci a chi sceglie di ripopolare i borghi siciliani senza rinunciare alla propria carriera professionale.



















