Giuseppe Neri ha compiuto oggi 109 anni, diventando l’uomo più anziano della Sicilia: la comunità di Ribera, dove vive, ha festeggiato con lui sottolineando l’importanza dei valori dell’anzianità. Due guerre mondiali, tre pandemie, carestie e benessere: nonno Giuseppe ha visto di tutto, dai punti più bassi del ‘900 ai cambiamenti economici e sociali dell’umanità. La sua testimonianza e quelle degli anziani è fondamentale per avere una fotografia nitida del passato, spesso raccontato il maniera nostalgica e poco veritiera.
Giuseppe Neri e i 109 anni
L’Associazione Italia per la tutela degli anziani ha festeggiato insieme a Giuseppe, dichiarando di essere “orgogliosi per la sua comunità e per l’intera Sicilia. In un’epoca in cui gli anziani sono spesso emarginati, riscoprire il loro valore significa guardare al futuro con la saggezza del passato.” La tutela degli anziani è infatti fondamentale non solo per preservare le loro vite, spesso messe al margine, ma anche per poter trarre insegnamento da chi ha vissuto svariate epoche e di conseguenza raccontarle nella maniera più dettagliata.
Nato nel 1917, Giuseppe Neri, oltre ad aver dato l’addio a sua moglie 12 anni fa e ad aver cresciuto due figlie, ha visto dei cambiamenti significativi nella struttura della società. Dalla pandemia della spagnola, alla fine della prima guerra mondiale, dal fascismo alla seconda guerra mondiale, fino ad arrivare al miracolo economico italiano, Giuseppe è sopravvissuto anche al Covid. Tra gli orrori delle malattie all’arrivo dell’era digitale, la sua testimonianza è fondamentale, così da capire come si viveva in passato ma anche per capire come costruire al meglio la società del futuro.
Proprio il Covid ci ha insegnato come gli anziani possano essere fragili e vadano tutelati, come affermato dall’Associazione Italia per la tutela degli anziani, che ha come obiettivo quello di far capire l’importanza della tutela degli uomini e delle donne entrati nella terza età. Ribera festeggia quindi con Giuseppe, con un occhio di riguardo verso tutti gli anziani della Sicilia e di tutto lo Stivale: a lasciarci sono le generazioni che hanno visto guerre e povertà, gli ultimi baluardi di un passato che ha segnato e segna tutt’ora la nostra società.



















