Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Catania batte Palermo e Messina: è l’università più dinamica d’Europa

Con un balzo record di 56 posizioni, l’Unict scala la QS World University Rankings – Europe 2026, conquistando il primato siciliano

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Davide La Cara
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Mentre il panorama accademico italiano vive una fase di luci e ombre, l’Università di Catania (Unict) è ufficialmente l’istituto italiano che ha registrato il miglioramento più significativo nella prestigiosa classifica QS World University Rankings – Europe 2026. Con una scalata vertiginosa di ben 56 posizioni, l’ateneo etneo raggiunge il 301° posto nel continente, distanziando gli altri poli siciliani come Palermo (324°) e Messina (341°). Non si tratta di un semplice avanzamento statistico, ma di un segnale di vitalità che pone la città ai vertici della crescita formativa nazionale.

Eccellenza nei numeri e vocazione internazionale

Il successo di Catania è supportato da indicatori solidi. Con un punteggio complessivo di 39,2, l’ateneo si distingue particolarmente per la sua capacità di fare rete e per l’impegno verso il futuro. Spiccano i risultati nella Sustainability (80,4), a dimostrazione di una gestione moderna e attenta all’ambiente, e nella qualità della ricerca, con un eccellente 65,7 nell’International Research Network e quasi 70 punti nei Papers per Faculty. Anche sul fronte della mobilità, Unict dimostra una spiccata dinamicità: lo scambio studentesco in uscita (Outbound Exchange Students) tocca quota 68,7, confermando Catania come un hub pulsante per giovani pronti a misurarsi con il mondo.

Un segnale di controtendenza nel contesto nazionale

Il risultato etneo è ancora più rilevante se confrontato con l’andamento generale del sistema Italia. In un anno in cui storici atenei come il Politecnico di Milano e l’Alma Mater di Bologna perdono posizioni, e dove il 41% delle università italiane registra un calo, Catania va in controtendenza. Sebbene il Paese soffra di un “paradosso del talento”, esportando studenti eccellenti ma faticando ad attrarne di internazionali, l’Unict sta dimostrando di saper rafforzare la propria impronta globale, salendo anche nella classifica mondiale QS e posizionandosi ora nella fascia 851-900.

La sfida del futuro: trattenere il talento

Nonostante l’entusiasmo per il successo accademico, resta aperta la sfida lanciata da Nunzio Quacquarelli, presidente di QS: “L’Italia – afferma – è uno dei motori della ricerca in Europa, con un’intensa produzione accademica. Nel contempo sta  rafforzando la sua impronta accademica a livello globale, offrendo uno dei più alti numeri di programmi di insegnamento in inglese in Europa, mentre il Politecnico di Milano ha fatto passi da gigante lo scorso anno entrando nella top 100 della classifica mondiale delle università Qs. Tuttavia, questo successo rivela un paradosso significativo. L’Italia è tra i maggiori esportatori di studenti in Europa, secondo lo scambio studentesco in uscita, con più università nella top 5 e nella top 50 di questo indicatore rispetto a qualsiasi altro paese. Nel frattempo, nessuna università italiana compare nella top 100 per la proporzione di docenti e studenti internazionali, a dimostrazione di un sistema che invia i talenti all’estero con più successo di quanto ne attiri. Questo squilibrio riflette un più ampio allarme demografico ed economico: l’Italia ha perso quasi 100 mila laureati di età compresa tra i 25 e i 35 anni nell’ultimo decennio, una tendenza che, secondo il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, unita al calo dei tassi di natalità, potrebbe rappresentare una minaccia diretta alla produttività e alla crescita. Per l’Italia, la sfida consiste nel trasformare il successo accademico in posti di lavoro, innovazione e fidelizzazione dei talenti” conclude.

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