L’assessorato regionale dell’Agricoltura ha pubblicato un avviso per consentire alle imprese agricole siciliane colpite dal ciclone “Harry” di segnalare i danni subiti durante nei giorni del 19-20-21 gennaio 2026
C’è tempo fino al 15 febbraio per inviare il modulo. Le aziende che intendono ripristinare con celerità le strutture danneggiate (come serre, impianti arborei e fabbricati) dovranno comunicarlo all’ispettorato dell’agricoltura competente, producendo anche una perizia asseverata da un libero professionista.
I danni da alluvione possono essere segnalati anche al Fondo mutualistico nazionale Agricat. L’avviso è pubblicato sul portale istituzionale della Regione Siciliana a questo link.
Schifani: “Primo sostegno alle imprese”
“È un primo e concreto segnale di attenzione verso tutte quelle realtà imprenditoriali, duramente colpite dal ciclone Harry, che hanno subito gravi danni e forti perdite di fatturato – afferma il presidente della Regione Renato Schifani –. Nel corso dei miei sopralluoghi nei luoghi investiti dal maltempo, avevo detto chiaramente che dovevamo fare presto e bene. Occorre dare risposte immediate, per questo ho voluto insediare subito una cabina di regia che coordinasse tutti gli interventi da mettere in campo. Abbiamo stanziato le risorse e predisposto un meccanismo agile di erogazione dei contributi per garantire a tutte le aziende un primo sostegno per ripartire, nella consapevolezza che occorre salvaguardare il turismo balneare in vista della prossima stagione estiva, un settore fondamentale per la nostra economia”.
Fondo da 23 milioni
Il provvedimento sarà pubblicato la prossima settimana, con decreto dell’assessorato delle Attività produttive, e avrà una dotazione finanziaria di 23 milioni di euro, di cui 20 milioni stanziati dalla Regione attraverso la legge approvata martedì all’Ars e tre di risorse della Protezione civile. A occuparsi dell’erogazione dei contributi, cumulabili in ogni caso con i futuri sostegni economici regionali e statali, sarà la finanziaria della Regione Irfis-FinSicilia.


















