È stata inaugurata lo scorso 7 febbraio presso i locali del collettivo Officina d’Arte, in via Mazzini 27, la mostra Sotto il cielo di Gaza. Un intenso percorso visivo – ad opera del fotogiornalista palestinese Omar El Qattaa – promosso dal Gruppo Amnesty International di Termini Imerese, che restituisce uno sguardo umano e profondo sulla Striscia di Gaza. L’esposizione sarà visibile fino al 18 febbraio.
Il potere delle immagini per difendere i diritti umani
Attraverso i suoi scatti, Omar El Qattaa racconta la vita quotidiana a Gaza sotto i bombardamenti, tra la distruzione e gli sfollamenti forzati, ma anche la resilienza e la dignità di un popolo che continua a resistere. “L’autore ci restituisce uno sguardo umano e profondo su una realtà troppo spesso raccontata solo dai numeri” dice la professoressa Carmen Cera, responsabile del Gruppo di Amnesty International di Termini Imerese.
La mostra nasce dalla volontà di continuare a parlare di Gaza proprio in un momento in cui l’attenzione mediatica rischia di affievolirsi. “Come membri di Amnesty International abbiamo deciso di riportare proprio adesso la mostra in un territorio piccolo. Seppure possa sembrare strano, è proprio questo il momento giusto. È importante ricordare alle persone che il genocidio è ancora in atto” dichiara Chiara di Maria, avvocato, attivista da oltre 15 anni e membro del National Board di Amnesty Italia.
Omar El Qattaa, testimone e vittima
Fotografo palestinese di Gaza City, Omar El Qattaa lavora attualmente per Agence France-Presse (AFP). Laureato in contabilità presso l’Università Islamica di Gaza nel 2011, ha scoperto la fotografia come linguaggio privilegiato per raccontare la realtà che lo circonda, acquistando la sua prima macchina fotografica professionale nel 2012.
Autodidatta, prima dell’attuale guerra ha lavorato per oltre dieci anni come fotografo freelance con organizzazioni umanitarie e per i diritti umani, oltre che con numerosi media locali e internazionali. Nel suo lavoro ha documentato non solo le difficoltà della vita sotto l’occupazione israeliana, ma anche la bellezza della Striscia di Gaza, delle sue coste e del suo patrimonio storico, insieme alla forza, alla dignità e alla creatività del suo popolo.
Dopo l’inizio della guerra nell’ottobre 2023, è rimasto uno dei pochi fotografi attivi nel nord della Striscia, collaborando con agenzie internazionali come AFP, Anadolu e Associated Press.
Le sue immagini sono state pubblicate da importanti testate internazionali, tra cui Washington Post, New York Times, The Economist, The Atlantic (che ha inserito i suoi lavori nella rubrica Images of the Year 2024), The Guardian, Le Figaro, BBC, CNN e France 24.

Sotto il cielo di Gaza e l’impegno di Amnesty International
Il percorso fotografico si inserisce nel più ampio lavoro di documentazione condotto da Amnesty International sul Territorio palestinese occupato. La mostra richiama alcuni degli atti proibiti dalla Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, analizzati dall’organizzazione nei suoi rapporti: l’uccisione di persone appartenenti al gruppo palestinese, il grave danno fisico e mentale inflitto alla popolazione civile e l’imposizione deliberata di condizioni di vita tali da provocarne la distruzione fisica, totale o parziale.
Con questa mostra, Amnesty International intende raccontare non solo il dolore e la sofferenza della popolazione di Gaza, ma anche la dignità e la determinazione con cui, ogni giorno, uomini, donne e bambini cercano di sopravvivere alla brutalità del conflitto.




















