Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è giunto questa mattina a Niscemi per testimoniare la vicinanza e il sostegno dello Stato alla comunità duramente provata da un dissesto idrogeologico di vaste proporzioni: una frana estesa per cinque chilometri che ha lacerato il territorio e sconvolto centinaia di vite.
La presenza di Mattarella tra le macerie e tra la gente di Niscemi ha un valore che va oltre la dimensione istituzionale e si trasforma in un gesto di vicinanza in un momento in cui, tra paura e incertezza, la richiesta più forte resta quella gridata dalla piazza è quella di non essere dimenticati.
All’arrivo nella piazza principale, adiacente al Municipio, il Capo dello Stato è stato accolto da un lungo applauso della folla. Nonostante il dolore e le difficoltà, i cittadini lo hanno salutato con un corale “Grazie presidente!”. Tra le voci levatesi dalla piazza, anche un appello accorato: “Presidente non si dimentichi di noi”.
Mattarella si è soffermato a parlare con alcuni residenti, stringendo molte mani e ascoltando i racconti di chi ha perso casa, ricordi e quotidianità.

Il sorvolo e il sopralluogo nella zona rossa
La visita è iniziata con una ricognizione aerea. Prima di atterrare, il Presidente ha sorvolato in elicottero l’area urbana colpita dal cedimento del terreno, accompagnato dal Capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano e dal sindaco Massimiliano Conti.
Subito dopo, il Capo dello Stato ha effettuato un’ispezione all’interno della “zona rossa”, il perimetro di massimo rischio e distruzione, spingendosi fino al belvedere, uno dei punti simbolo dell’area colpita. Un sopralluogo per toccare con mano l’entità del disastro e fare il punto sugli interventi in corso insieme alle autorità locali e alla Protezione Civile.
Rivolgendosi ai cittadini che hanno perso la propria abitazione, Mattarella ha pronunciato parole di profonda empatia: “È difficile in queste condizioni, lo capisco. Qui c’erano gli affetti, c’era la vostra vita. Lo capisco bene. Per questo sono venuto qui per far vedere che il sostegno si mantiene alto”.
L’incontro con soccorritori e volontari
Nella stessa piazza, il Presidente ha incontrato donne e uomini impegnati senza sosta da un mese per garantire assistenza e sicurezza alla popolazione. Un momento di riconoscimento per il lavoro dei soccorritori, delle forze dell’ordine e dei volontari che, sin dai primi istanti dell’emergenza, hanno operato tra le macerie e nelle aree evacuate.

La tappa nelle scuole: “Ci ha dato una speranza in più”
La frana ha inciso profondamente anche sulla vita scolastica, rendendo inagibili diversi plessi. Per questo il programma della visita ha previsto una tappa alla scuola “Mario Gori”, divenuta un punto di riferimento per la comunità. Qui sono stati temporaneamente trasferiti e accolti gli alunni provenienti dagli istituti chiusi, per garantire la continuità didattica e il diritto allo studio. Il Presidente ha visitato il plesso “Gori”, che fa riferimento alla scuola “Giovanni Verga” di Niscemi, dove sono ospitate anche le classi dell’istituto “Salerno”, non più utilizzabile perché ricadente in zona rossa.
“Ci ha dato una speranza in più – ha dichiarato la dirigente della Verga, Anna Maria Alesci – si è dimostrato disponibile e ha trasmesso serenità”. “Ha parlato con alcuni bambini e ha fatto anche una battuta scherzosa – ha aggiunto la dirigente dell’istituto Salerno, Licia Salerno – ha chiesto di non essere interrogato. Ha voluto visitare le classi. È stato molto gentile e pronto a stare in mezzo ai bambini che hanno perso la scuola e in alcuni casi anche la casa”.
I primi contributi alle famiglie
Proprio nel giorno della visita presidenziale vengono pagati i primi 78 contributi di circa 800 euro per famiglia, dopo l’evento drammatico che ha reso inaccessibili centinaia di abitazioni ricomprese nella zona rossa. Un primo sostegno economico, mentre la comunità attende risposte strutturali e un piano di messa in sicurezza che possa restituire serenità e futuro a un territorio profondamente segnato.





















