L’auditorium “Antonio Scelfo” della Cittadella Universitaria di Enna ha ospitato la cerimonia con cui l’Università degli Studi di Enna Kore ha conferito la Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze sociali per lo sviluppo sostenibile al professore Adelfio Elio Cardinale. Nelle motivazioni si legge che Cardinale è “una figura di rilievo nazionale e internazionale per l’impegno scientifico, culturale, sociale e istituzionale, capace di promuovere una visione biopsicosociale della salute, orientata alla prevenzione, all’equità e alla riduzione delle disuguaglianze. Un approccio che unisce scienza e umanesimo, cura e centralità della persona”.
Chi è Adelfio Elio Cardinale
Medico, accademico e uomo delle istituzioni, Adelfio Elio Cardinale è considerato uno dei punti di riferimento internazionali della cultura e della ricerca. Nato a Palermo, già professore ordinario di Radiologia all’Università degli Studi di Palermo, ha affiancato alla carriera scientifica un intenso impegno pubblico: è stato sottosegretario alla Salute nel governo Monti, vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità e protagonista di importanti scelte in ambito sanitario nazionale.
Attualmente è presidente della Società italiana di storia della medicina, presidente del Comitato dei Garanti dell’Università degli Studi di Palermo e componente del Consiglio di amministrazione della Svimez. È inoltre presidente di giuria della manifestazione “Premio Genio Città di Palermo”.
Cardinale è stato insignito di numerose onorificenze, tra cui il titolo di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, e ha partecipato a iniziative per valorizzare il ruolo della medicina nella società, come l’istituzione di premi e riconoscimenti per giovani professionisti.
Abbiamo intervistato in esclusiva per BE Sicily Mag il professor Cardinale in merito a questo straordinario evento, chiedendogli una sua visione sul futuro, sui giovani e sulla Sicilia.

“Un riconoscimento che unisce sanità e scienze sociali”
“Questa laura honoris causa ha per me un valore particolare, perché lega la sanità ai problemi sociali e allo sviluppo sostenibile” spiega Elio Cardinale a BE Sicily Mag. Il professore rivendica con orgoglio un percorso che ha sempre intrecciato medicina e cultura sociale: “Mi sono occupato di crescita degli Atenei e del loro ruolo nella società. Per me le università devono essere organi di rango costituzionale”. Un’espressione forte, che Cardinale argomenta così: “Non solo trasmettono sapere, ma contribuiscono allo sviluppo sociale, industriale ed economico del Paese. Formano capitale umano e il capitale umano è il vero motore della crescita“.
L’articolo 9 e il ritardo italiano su cultura e ricerca
Nel suo ragionamento, Cardinale richiama l’articolo 9 della Costituzione, che afferma che “la Repubblica promuove la cultura e la ricerca scientifica e tecnica. È un principio fondamentale – sottolinea – ma non è mai stato pienamente attuato”. Secondo il professore, l’Italia sconta un errore culturale: “Si pensa che un Paese debba prima diventare ricco e poi investire in cultura e scienza. È il contrario: si diventa ricchi perché si investe in cultura e ricerca“.
L’investimento pubblico nell’istruzione, attorno al 4% del PIL, resta inferiore alla media europea. “Se aumentassimo anche solo di un punto percentuale – osserva – eviteremmo tanti problemi, a cominciare dalla fuga dei giovani dal Mezzogiorno”.
Il capitale umano, un costo per il Sud
I numeri sono impietosi. “Negli ultimi vent’anni circa 350 mila giovani sotto i 35 anni hanno lasciato il Sud per il Centro-Nord. Solo nell’ultimo anno accademico 70 mila studenti si sono iscritti in atenei del Centro-Nord prima ancora di laurearsi” ricorda Cardinale. Una perdita che è anche economica: “Per portare un giovane alla laurea lo Stato spende circa 200 mila euro. Poi però il ‘prodotto finito’ va a lavorare altrove. È una situazione francamente singolare”. Il problema non è la qualità degli atenei siciliani, precisa: “Non è vero che il livello sia inferiore. Il punto è chei giovani sanno che, una volta laureati, sarà difficile trovare lavoro nel Sud Italia. E allora scelgono di andare dove le opportunità sono maggiori“.

Merito e classe dirigente come carburante della crescita
Cardinale non risparmia una critica alla classe dirigente: “Oggi il merito non è valutato come dovrebbe. Eppure il merito è il carburante per la crescita”. Denuncia dinamiche burocratiche e professionali in cui prevalgono logiche diverse da quelle della competenza: “Quando non si premia il merito è difficile far crescere una città, una regione, un’area geografica”. E rimpiange la stagione dei grandi meridionalisti, figure capaci di coniugare visione politica e impegno civile. “La loro assenza – afferma – è un handicap per risolvere lo squilibrio tra Sud e resto del Paese”.
Ricerca di base e coraggio politico
Uno dei nodi centrali resta la ricerca. “La ricerca pubblica, anche quella di base, è fondamentale. Molte delle più grandi scoperte sono nate senza un obiettivo immediato di profitto”. Cardinale cita l’esempio di Alexander Fleming: “La scoperta della penicillina fu una serendipità. Fleming non volle brevetti, perché la considerava un dono all’umanità”. E quello di Wilhelm Röntgen, che devolvette il Nobel alla sua università. “Oggi la ricerca è sottovalutata anche perché una parte della politica guarda solo al consenso immediato” osserva. E richiama le parole di Alcide De Gasperi: “Il vero politico guarda al futuro, il politico mediocre guarda alle prossime elezioni”.
Un’alleanza tra giovani e meno giovani
Il messaggio finale è di speranza, ma anche di responsabilità. “Dobbiamo avere il coraggio di fare un’alleanza con i giovani. Il nostro futuro dipende da loro”. Cardinale ricorda l’incoraggiamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai giovani italiani: “Dovete essere coraggiosi ed esigenti, come la generazione che ottant’anni fa ricostruì l’Italia”. Conclude poi con un’immagine efficace: “Le battaglie si vincono con le lance dei giovani e con la saggezza dei comandanti più anziani. Serve questa alleanza per far crescere il Sud, la Sicilia e l’Italia intera”.




















