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Il Policlinico di Messina intitola a Sara Campanella il laboratorio di Igiene

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Il laboratorio intitolato a Sara Campanella

Un laboratorio di Igiene del Policlinico di Messina intitolato a Sara Campanella, un gesto simbolico per dimenticare la studentessa uccisa e tutte le vittime femminicidio. Nell’ottobre del 2025, l’Università di Messina aveva conferito la laurea a Sara Campanella, con una cerimonia che aveva commosso i familiari di Sara, gli amici, gli studenti e tutta la comunità accademica della città.

Tra le altre iniziative, la creazione di una fondazione intitolata a Sara e L’intitolazione del Cortile del Rettorato: Messina non dimenticherà Sara, simbolo di ingiustizia e dei crimini verso le donne.

Sara Campanella frequentava la facoltà di Tecniche di Laboratorio Biomedico e proprio dopo la lezione venne uccisa dal collega universitario Stefano Argentino con svariate coltellate tra la schiena e il collo. L’episodio sconvolse l’intera nazione lasciando una ferita incolmabile nella comunità accademica di Messina, che continua a ricordarla con diverse iniziative.

Le dichiarazioni

Alla cerimonia di intitolazione del laboratorio erano presenti i genitori della vittima, la direttrice amministrativa Elvira Amata, la rettrice Giovanna Spatari, il direttore sanitario Giuseppe Murolo, la responsabile dell’unità Pasqualina Laganà e numerosi operatori. Nel suo intervento, Amata ha spiegato di aver scelto il 23 febbraio non casualmente, ma perché coincidente con la prima giornata dedicata alla donna, sottolineando che lo spazio sarebbe diventato luogo di memoria e riflessione, capace di raccontare l’esempio di dedizione e professionalità di Sara.

Ha aggiunto che non si trattava solo di una giornata commemorativa, bensì di un esempio da seguire nel lavoro e nella costruzione del futuro, ricordando come la giovane fosse uscita proprio da quel laboratorio la sera del 31 marzo, pienamente proiettata verso i suoi progetti di vita. La rettrice Giovanna Spatari ha parlato di un abbraccio simbolico dell’ateneo e dell’azienda ospedaliera, evidenziando che la scelta del laboratorio fosse legata al percorso di studi e all’impegno della ragazza e assicurando che la comunità non ne avrebbe dimenticato la memoria. La madre, Cetti, ha infine ringraziato per un’iniziativa che mantiene vivo il segno della presenza di Sara al Policlinico di Messina.

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