La Giornata internazionale della donna si avvicina e l’Instituto Cervantes di Palermo sceglie di celebrarla con un’iniziativa dedicata alla celebrazione della forza delle donne argentine. L’iniziativa è prevista per il 5 marzo, alle 17.30, presso la Chiesa Sant’Eulalia dei Catalani.
La resistenza delle donne argentine all’ultima dittatura
Qui avrà luogo la conferenza La resistenza delle donne argentine all’ultima dittatura, tenuta da Eduardo Gabriel Taleti, professore di Storia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Nazionale del Rosario (UNR). A moderare l’incontro ci sarà la professoressa dell’Università degli Studi di Palermo Giovanna Minardi.
Realizzata in collaborazione con la cattedra di Letterature ispano-americane dell’Università degli Studi di Palermo, porrà l’accento su tre tematiche: il colpo di Stato del 1976, le violazioni dei diritti umani e, soprattutto, il ruolo delle donne argentine nella resistenza al regime dittatoriale. A supportare l’argomento, le testimonianze delle Madri di Plaza de Mayo e le Nonne di Plaza de Mayo.
Il colpo di stato del 24 marzo 1976
Si partirà dunque dal colpo di Stato, che ebbe luogo nella notte del 24 marzo 1976, tramite cui le forze armate argentine presero il potere destituendo il governo di Estela Martìnez de Perón. La leader venne in seguito detenuta a lungo, subendo gravi violazioni dei diritti fondamentali.
L’intervento militare venne giustificato come volontà di avviare una restaurazione economica, sociale e culturale e si colloca nel contesto più ampio delle dittature militari che, a partire dal 1964, interessarono diversi Paesi del Cono Sud, all’interno della strategia geopolitica nota come Dottrina della Sicurezza Nazionale.
Monica Scapparone legge Adriana Calvo, ex detenuta desaparecida
A concludere la giornata – a ingresso libero fino a esaurimento posti – ci sarà la lettura drammatizzata, a cura di Monica Scapparone, di un testo tratto dalla testimonianza di Adriana Calvo, fisica, docente universitaria e ricercatrice argentina, sequestrata e detenuta illegalmente durante la dittatura militare e poi divenuta una delle principali testimoni delle violazioni dei diritti umani compiute dal regime.


















