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Il gioco delle maschere in scena a Messina con “L’Onorevole, il Poeta e la Signora”

Francesco Branchetti, Lorenzo Flaherty e Isabella Giannone impegnati in una commedia brillante che unisce satira sociale e profondità psicologica

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Un incontro apparentemente innocente può trasformarsi in una partita di intelligenza. È ciò che accade nella commedia brillante L’Onorevole, il Poeta e la Signora, per la regia di Francesco Branchetti, ispirata al testo di Aldo De Benedetti. Tra equivoci e colpi di scena, si racconta con ironia il mondo delle relazioni sociali e del potere, dove sono le ambizioni e le apparenze a guidare le relazioni. Dietro le maschere però si nascondono fragilità, paure e strategie personale.

“La frustrazione di fondo di ognuno dei tre personaggi rende la commedia estremamente contemporanea – specifica il regista – viviamo in epoca in cui la frustrazione attraversa spesso le vite di tutti noi”. Branchetti sarà sul palco nei panni del poeta, deus machina del testo, insieme a Lorenzo Flaherty, volto noto del cinema e della tv, nei panni dell’Onorevole e Isabella Giannone interprete della Signora. Le musiche sono affidate a Pino Cangialosi, produzione firmata dall’Associazione Culturale FOXTROT GOLF.

Francesco Branchetti racconta L’Onorevole, il Poeta e la Signora

Ambientata negli anni ’50, la storia si concentra sull’Onorevole Cesare Leone Savasta, che tenta di conquistare la Signora Paola, una giornalista intraprendente e per nulla scontata, un personaggio chiave, come la definisce il regista, che mette in crisi sia il politico, sia il poeta. Un personaggio per nulla passivo. “La donna è protagonista delle crisi e delle frustrazioni di entrambi ed è un personaggio chiave nella commedia nella sua prismatica personalità”, dice Francesco Branchetti. A interrompere i giochi tra i due, però, è Piero, il poeta, che spia la situazione innescando episodi comici, grotteschi e a tratti paradossali.

Nonostante l’ambientazione nel passato, il regista fa sapere che la chiave di lettura del testo è estremamente contemporanea. “Nel testo si affronta il desiderio, presente in ogni personaggio, di essere altro da sé, qualcuno di diverso. Questo tema viene sviluppato in una chiave estremamente divertente, a tratti esilarante, e gli spunti di comicità nascono proprio dalle insicurezze, dalle paure e dai complessi dei protagonisti”.

Il gioco delle maschere in scena a Messina con “L’Onorevole, il Poeta e la Signora” - Be Sicily Mag - 3.Il gioco delle maschere in LOnorevole il Poeta e la Signora

Il ritmo guida la scena

Alla base della messa in scena c’è un lavoro attento sul ritmo, elemento determinante per sostenere la struttura della commedia. Il regista lo sottolinea con chiarezza: “Il meccanismo della commedia si basa su dialoghi serrati e su un preciso gioco teatrale. In questo spettacolo il ritmo è fondamentale, perché le gag e le situazioni esilaranti si susseguono senza soluzione di continuità. È proprio il ritmo a costituire l’ossatura e la chiave di successo dello spettacolo, insieme alla costruzione dei personaggi, estremamente interessanti”.

Un andamento incalzante che accompagna lo spettatore all’interno di un intreccio brillante, sostenuto da figure che riflettono vizi e contraddizioni ancora attuali. In questo senso, la comicità non è soltanto un linguaggio, ma diventa parte integrante della struttura drammaturgica, motore stesso delle relazioni tra i personaggi.

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Come osserva lo stesso regista: “Da secoli la comicità racconta il mondo e ne svela anche gli aspetti più complessi attraverso la battuta, la risata, l’ironia e il sarcasmo. A mio avviso è fondamentale in una civiltà evoluta: è un’arma straordinaria per analizzarne gli aspetti più controversi e per restituirli al pubblico in modo chiaro”. Una visione che si inserisce perfettamente nella tradizione di De Benedetti, dove il sorriso diventa strumento privilegiato per leggere la realtà e le sue contraddizioni.

Lo sguardo critico sul potere

L’Onorevole, il poeta e la signora non sembrano molto distanti da noi. Il regista li definisce personaggi archetipi, perfettamente riconoscibili nella nostra quotidianità. Branchetti veste i panni del poeta, rappresentando l’idealismo, la fragilità e il mondo dell’arte contrapposto al potere e al pragmatismo politico del suo opposto, l’Onorevole. Il confronto si snoda lentamente sulla scena.

“Il confronto è interessante – specifica Branchetti – i due personaggi scoprono la possibilità di avere un rapporto, arrivavano addirittura a fingersi l’altro in più occasioni; il rapporto che si crea tra i due ci dimostra che a volte gli opposti possono avere dei punti in comune e quanto sia importante riuscire a trovare un dialogo tra persone diverse, socialmente e umanamente parlando”.

Inoltre il poeta sembra ricoprire un ruolo molto più trasversale e universale: sfrutta l’intelligenza e l’ironia per smascherare il potere. “A mio avviso questa dovrebbe essere la funzione del poeta, dell’artista, anche se ultimamente è sempre più raro osservare un’arte coraggiosa e con la voglia di smascherare i meccanismi del potere e svelarne i segreti spesso terribili ed inconfessabili” chiarisce Branchetti.

Il gioco delle maschere in scena a Messina con “L’Onorevole, il Poeta e la Signora” - Be Sicily Mag - 9.Il gioco delle maschere in LOnorevole il Poeta e la Signora

Specchiarsi negli altri

A emergere con forza è anche il valore universale della commedia, capace di parlare al pubblico attraverso il linguaggio immediato della comicità. Come sottolinea il regista: “Attraverso la risata, il divertimento e la comicità, poche commedie come questa sono in grado di analizzare l’animo umano, i rapporti tra uomo e donna e il tortuoso e spesso difficile rapporto che abbiamo prima con noi stessi e poi con gli altri”.

Sul palco, accanto a lui, Lorenzo Flaherty e Isabella Giannone, con cui si è costruito nel tempo un affiatamento solido, maturato nel corso della tournée.
“Con Isabella e Lorenzo il rapporto è meraviglioso, siamo in tournée da oltre due anni e devo dire che è estremamente facile lavorare con professionisti come loro, in un’atmosfera estremamente stimolante e divertente. Cosa che aiuta tantissimo nel lavoro, soprattutto nel tempo”.

Ma è soprattutto nel messaggio finale che lo spettacolo trova la sua forza più autentica, restituendo al pubblico uno sguardo condiviso sulle fragilità umane: “Il messaggio che arriva, a mio avviso, è un messaggio importante: quando si è convinti di essere gli unici ad avere difetti, complessi e insicurezze, è fondamentale scoprire quanto queste fragilità siano presenti anche negli altri. Questo spettacolo ce lo mostra, mettendo in scena personaggi che si svelano l’uno all’altro nelle loro insicurezze, il tutto in una chiave sempre comica ed esilarante”.

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Una riflessione che chiude lo spettacolo con leggerezza ma anche con una consapevolezza più profonda, confermando ancora una volta la capacità della commedia di De Benedetti di parlare al presente.

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