Il teatro umano di Eduardo De Filippo, capace di indagare la fragilità delle relazioni senza artifici, torna al Teatro Biondo di Palermo. Teresa Saponangelo e Claudio Di Palma sono infatti i protagonisti della commedia Sabato, domenica e lunedì, in scena dal 21 marzo. Con una risata dal retrogusto amaro, la regia di Luca De Fusco propone uno spettacolo di grande attualità per i temi trattati: la crisi di una famiglia, la difficoltà della convivenza e, allo stesso tempo, la volontà di ricomporre. Con repliche fino al 29 marzo e una coproduzione di cinque teatri italiani, lo spettacolo è pronto a catturare e sospendere il pubblico.
Un classico ancora attuale
Uno dei pilastri della drammaturgia italiana del Novecento. De Filippo rappresenta la vita quotidiana tra ironia, conflitti e verità, in un teatro dove il confine tra comicità e tragedia è quasi impercettibile. Scritta nel 1959, l’opera non viene rappresentata da quasi venticinque anni e oggi la regia di De Fusco la riporta orgogliosamente in scena per affrontare qualcosa che resta universale, perché appartiene a tutti: le relazioni.
“Eduardo – ha detto De Fusco – è stato accusato di essere un autore borghese, che avrebbe ‘addomesticato’ l’anarchia del teatro napoletano. La verità è che è così attuale da rendere incongrue le riscritture registiche avventate. La ‘scrittura scenica’, teoria secondo la quale il vero autore è il regista, si infrange sui capolavori eduardiani che chiedono, a mio avviso, un regista interprete. Raccontiamo una storia che si conclude con un sorriso, espressione poco in voga nel teatro d’arte, ma di cui personalmente sento un gran bisogno”.
Una domenica dal risvolto inaspettato
La commedia racconta una tradizionale domenica napoletana: Peppino Priore e la moglie Rosa aprono le porte della propria casa ai parenti, riuniti attorno alla tavola imbandita per il pranzo domenicale. Ma in questo clima di apparente convivialità basta poco per far esplodere le incomprensioni: la troppa attenzione del ragioniere Ianniello verso la padrona di casa scatena la gelosia di Peppino. Il pranzo si rovina, il litigio diventa corale e la commedia si trasforma in una tragicommedia. È il racconto di una dinamica universale, capace di parlare a tutti attraverso personaggi reali perché imperfetti. Come spesso accade nel teatro di De Filippo, si parte da una situazione quotidiana per arrivare a toccare nodi profondi dell’animo umano, fino a una riconciliazione possibile.
Dalla tradizione napoletana al realismo
Eduardo ha compiuto una vera rivoluzione nel teatro napoletano. Agli inizi della sua attività, la scena era dominata dalle maschere. Successivamente ha abbandonato questo schema per intraprendere la strada del realismo, mettendo al centro l’uomo e le sue contraddizioni.
“Dedico questa regia a mia moglie Francesca, che da alcuni decenni risolve assieme a me qualche brutta domenica, come capita in ogni famiglia, facendo cominciare però con un sorriso i nostri tanti lunedì”, ha concluso il regista.
La coproduzione è del Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Biondo di Palermo e LAC Lugano Arte e Cultura.





















