I Vespri Siciliani hanno segnato per sempre il sentimento degli abitanti della Sicilia: nel 1282, il popolo siciliano decise di ribellarsi dall’oppressione degli angioini, segnando una volta patriottica. Durante la giornata di oggi, con il 744° anniversario dalla prima ribellione, Palermo e Corleone si uniscono per ricordare quegli episodi. Un evento che ha unito Cademia siciliana, il gruppo giovanile di Trinacria e l’istituto di istruzione secondaria superiore “Don G.Colletto”.
Il ricordo dei Vespri Siciliani
Il 30 marzo 2026 Corleone e Palermo hanno celebrato il 744° anniversario dell’atto di confederazione stipulato con Palermo il 3 aprile 1282, accordo sottoscritto da ventinove rappresentanti delle due città nella lotta contro gli Angioini. A quell’intesa viene ricondotta anche l’istituzione della bandiera dei Vespri: il vessillo giallo e rosso, con i colori delle due città disposti in diagonale e la triscele al centro, oggi considerato uno dei simboli più antichi e rappresentativi dell’identità siciliana.
Per ricordare questa ricorrenza, è stata promossa a Corleone una iniziativa patrocinata dal Comune di Corleone e dall’Istituto di istruzione secondaria superiore “Don G. Colletto”, con l’obiettivo di trasmettere alle giovani generazioni il valore civico di parole come identità, memoria e riscatto. Al momento commemorativo si è poi affiancato un intrattenimento musicale in lingua siciliana affidato al gruppo artistico di Angelo Daddelli & I Picciotti.
Un appuntamento pensato per unire il ricordo di una pagina significativa della storia siciliana a un linguaggio vicino alla tradizione popolare e culturale dell’Isola. L’iniziativa ha così trasformato la ricorrenza in un’occasione pubblica di riflessione, ribadendo il legame tra storia, identità territoriale e formazione civile.
Dalla guerra alla pace di Caltabellotta
I Vespri Siciliani furono innescati, secondo la tradizione, dall’oltraggio di un soldato francese a una donna, si diffuse rapidamente in tutta l’Isola, alimentata dal malgoverno di Carlo I d’Angiò. La ribellione portò all’espulsione dei francesi e all’intervento degli Aragonesi guidati da Pietro III d’Aragona.
La Pace di Caltabellotta, firmata nel 1302, pose fine alle lunghe Guerre del Vespro sancendo una soluzione di compromesso tra le potenze in conflitto. L’accordo riconobbe a Federico III di Sicilia il controllo dell’isola, che venne ufficialmente denominata Regno di Trinacria, mentre agli Angioini fu confermato il dominio sul Regno di Napoli. Il trattato prevedeva anche una clausola significativa: alla morte di Federico III, la Sicilia sarebbe dovuta tornare agli Angioini, nel tentativo di ristabilire l’unità del regno. Tuttavia, questa disposizione non venne mai applicata, e l’isola rimase stabilmente sotto la dinastia aragonese.



















