Sono trascorsi ben 366 anni dalla nascita di Alessandro Scarlatti, ma il suo nome è ancora inciso nella memoria collettiva. Nella sua storia, la musica è soltanto il punto di partenza di un genio creativo. Ciò che resta è una presenza diffusa, che continua a riaffiorare nei luoghi più diversi, dalla sua città natale, Palermo, a quella che lo ha adottato, Napoli. E non solo, perché l’eredità del compositore è arrivata persino nelle stelle: ci sono tracce della sua esistenza che lo hanno portato oltre la Terra.
Chi era Alessandro Scarlatti: il cuore del Barocco italiano
Nato a Palermo il 2 maggio 1660, Alessandro Scarlatti è una delle figure più rappresentative del Barocco musicale italiano, tanto da essere soprannominato l’Orfeo italiano. Compositore prolifico, fu protagonista della cosiddetta scuola napoletana (maestro della cappella reale), contribuendo in modo decisivo allo sviluppo dell’opera e della cantata.
La sua musica non è soltanto perfezionamento della struttura dell'”opera seria” italiana: è teatro, emozione, respiro. È considerato uno dei più prolifici autori delle “cantate da camere“, con oltre 600 cantate scritte per voce e basso continuo. Oltre alle opere, ha lasciato un vasto catalogo di messe, oratori (come “La Giuditta”), sonate e toccate per clavicembalo.

Un talento di famiglia: il dialogo con Domenico
Se il nome di Alessandro Scarlatti è legato alla grande stagione dell’opera barocca, quello del figlio Domenico Scarlatti invece apre a nuovi orizzonti sonori. Domenico si è distinto per uno stile personale, soprattutto nella musica per tastiera, che lo ha portato a essere riconosciuto come uno dei più originali clavicembalisti del suo tempo.
Il rapporto tra i due non fu solo genealogico: fu artistico, quasi dialogico. Da un lato, la solidità e l’impianto teatrale del padre; dall’altro, la libertà sperimentale del figlio. Due percorsi distinti, ma legati da una radice comune. Questa continuità rende ancora più significativa la loro memoria condivisa.

Il Conservatorio Scarlatti
Per celebrare la figura del compositore, il 1º marzo 2019, il Conservatorio di Palermo ha assunto una nuova intitolazione: Conservatorio Alessandro Scarlatti. Un passaggio che segna una scelta culturale precisa, poiché l’istituto era precedentemente intitolato a Vincenzo Bellini. Questo cambiamento non è soltanto nominale, bensì rappresenta una ridefinizione simbolica, un modo per sottolineare l’importanza di Scarlatti, come figlio di Palermo, nella storia della musica italiana e, più in generale, nella formazione musicale contemporanea. La città siciliana diventa così uno dei luoghi in cui la sua eredità non è solo ricordata, ma anche trasmessa quotidianamente attraverso lo studio e la pratica.
A Napoli una strada che racconta la sua storia
A Napoli, invece, il nome di Alessandro Scarlatti si ritrova nella toponomastica, come parte integrante della vita quotidiana. Una delle principali strade commerciali della città infatti porta il suo nome, attraversando il quartiere del Vomero e animandosi ogni giorno.

Dalla musica alle stelle: il cratere Scarlatti su Mercurio
Infine, esiste un cratere su Mercurio che porta il nome Scarlatti, dedicato proprio ad Alessandro e a Domenico. Il passaggio dalla musica alla geografia celeste sorprende, eppure ha una sua logica profonda. Intitolare un cratere a un artista significa infatti riconoscerne l’importanza a livello universale, superando i confini terreni. La superficie di Mercurio, segnata da impatti e trasformazioni, diventa così una sorta di archivio simbolico della cultura umana.






















