Creare un atlante dell’architettura contemporanea siciliana, che aiuti a comprendere quali sono i punti di forza dell’Isola e quali invece i vulnus. Nasce da questo obiettivo SuperMostraSicilia, un progetto espositivo dedicato all’architettura contemporanea siciliana e curato da Giuseppina Leone, Gaia Girgenti, Lucia Pierro, Santo Giunta, Luigi Prestinenza Puglisi, Michela Ekström e Ilaria Oliveri.
Inaugurata l’11 giugno negli spazi dell’Ordine degli Architetti di Palermo, la mostra è esito di una call for projects promossa dall’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Palermo, in collaborazione con l’Associazione Italiana di Architettura e Critica (AIAC), e condivisa con gli Ordini degli Architetti PPC della Sicilia.

A raccontare il progetto ai microfoni di BE Sicily Mag è Giuseppina Leone, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Palermo e, dal 2025, presidente della Consulta Regionale degli Architetti PPC della Sicilia. È la prima donna nella storia della Consulta dell’Isola a ricoprire il ruolo di rappresentanza dei nove ordini.
Più spazio agli architetti in città: “Siamo creatori di bellezza e qualità”
“Dalla mia nomina mi sono subito posta degli obiettivi – spiega Giuseppina Leone – e ho cercato di capire quali potessero essere degli argomenti che riguardassero le nove province, per metterle in dialogo”. Così, si è arrivati all’idea di SuperMostraSicilia: “Per sottolineare che in Sicilia si fa architettura di qualità, per aprire un dibattito. Le nove comunità coinvolte ci hanno mandato dei progetti che abbiamo prima analizzato e poi selezionato per l’esposizione. Non volevamo fosse un qualcosa di fine a sé stesso, ma che funzionasse come un osservatorio. Infatti, è un’occasione per attenzionare i vulnus a livello di produzione in Sicilia. Se, per esempio, i progetti di rigenerazione urbana o pubblici sono pochi rispetto ai progetti d’interno, si tratta di un dato che può essere utile agli ordini”.

“Infatti – continua la Presidente dell’Ordine degli Architetti di Palermo – gli ordini devono fare da pungolo alle amministrazioni, spingere affinché le comunità degli architetti possano partecipare a quella che è la vita delle città. La nostra professione è questo, siamo creatori di bellezza. Capendo dove ci sono delle mancanze, possiamo agire per ovviare al problema”.
“L’obiettivo è quello di creare un dialogo potenzialmente anche interregionale. Il progetto parte dall’Ordine di Palermo, il più antico della Sicilia – quest’anno ricorrono i 100 anni dall’istituzione – che ne è promotore, ma non si fermerà qui. Avremmo potuto, in occasione del nostro centenario, realizzare una mostra strettamente legata al territorio del capoluogo, ma ci siamo voluti spingere oltre”.
Architettura contemporanea e patrimonio storico siciliano, un rapporto difficile
Un’iniziativa, quella portata avanti dalla Consulta Regionale, che fa emergere l’interessante tema della convivenza tra opere architettoniche contemporanee e patrimonio storico già esistente. “Non solo in Sicilia, ma anche in molte altre regioni, ci si deve confrontare con un patrimonio storico già esistente e molto caratterizzante. È importante, in questo senso, regolamentare la possibilità di fare architettura contemporanea in questi contesti. Bisogna fare un’architettura di qualità, che si possa inserire all’interno di un tessuto del genere, ma è una situazione che può essere tranquillamente monitorata”.
“Naturalmente non è più pensabile agire con delle ricostruzioni che poi, al netto, risultino dei falsi storici. Da architetti bisogna essere in grado, come credo lo sia la mia comunità, di dare vita a nuovi organismi che possano dialogare, come in tutte le città europee, con quello che è il tessuto già esistente. Penso a Barcellona, alla Spagna in generale, che trovo molto simile all’Italia, in cui ci sono tanti esempi di rigenerazione urbana anche coraggiosi. Bisogna imparare a far convivere l’interpretazione dell’architetto con la memoria storica senza paura, altrimenti il nostro lavoro si riduce a una mera esecuzione”.

Una responsabilità collettiva
SuperMostraSicilia non si rivolge solo agli addetti e ai professionisti del settore, ma anche ai cittadini in generale. “L’architettura è prima di tutto responsabilità, perché i luoghi vengono abitati dalle persone, quindi se sbagliamo sono loro a rimetterci. Per questo li invitiamo alla partecipazione, così che si crei un dialogo con la città. Solo in questo modo si potrà dare vita a una sinergia e si potrà capire quali sono i problemi, che spesso hanno origine nel passato”.
Una tematica che si lega anche a quella delle periferie nel palermitano: “Gli architetti devono capire dove sbagliano e ammetterlo senza paura. Se un’architettura crea dei disagi, è necessario trovare una soluzione. Nel caso dello Zen, ad esempio, quartiere di cui ho parlato in un talk con il collega Danilo Maniscalco – autore del libro Fallimento Zen – il progetto ha favorito la ghettizzazione, l’allontanamento dalla città. L’architettura – conclude Giuseppina Leone – non si può nascondere sotto un tappeto. È lì e le persone la abitano, quindi ben vengano le soluzioni che abbattono i muri, i cancelli, che fanno entrare le città in questi quartieri, che ovviamente in questo momento sono più problematici”.
Ingresso alla mostra
La mostra resterà a Palermo per una settimana, in cui sarà visitabile e aperta a tutti. Ma il progetto non si conclude qui: l’esposizione, infatti, diventerà itinerante e toccherà diverse città siciliane grazie alla collaborazione degli Ordini provinciali degli architetti. Il materiale verrà messo a disposizione delle altre province che vorranno ospitarla, così da garantire visibilità ai professionisti che hanno partecipato all’iniziativa e favorire momenti di confronto e dialogo sul territorio.
A Palermo SuperMostraSicilia sarà visitabile fino al 19 giugno 2026 con i seguenti orari:
dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17 e venerdì dalle 9 alle 14.




















