“Sono grata ai 26 presidenti prima di me e sono orgogliosa di essere la prima donna a guidare l’Ordine degli Architetti di Palermo in cento anni di storia”. Con queste parole, ieri mattina, Giuseppina Leone ha inaugurato ufficialmente l’anno del Centenario. Un traguardo simbolico e concreto, che coincide con una svolta culturale: “È arrivato il tempo in cui donne e uomini di buona volontà possano lavorare insieme al servizio della collettività”, ha aggiunto la presidente, sottolineando come competenza e responsabilità debbano sempre prevalere sulle quote e sulle etichette.
Tribunale di Palermo: un luogo simbolico per aprire le celebrazioni dei 100 anni dell’Ordine degli Architetti
La scelta della sede non è stata casuale. Il convegno si è svolto nel nuovo Palazzo di Giustizia di via Pagano, progettato da Iano Monaco, past president dell’Ordine e figura centrale dell’architettura siciliana del Novecento. Un omaggio sentito, che Leone ha definito “altamente simbolico”, perché l’edificio degli anni ’80, inaugurato nei primi anni Duemila, rappresenta uno dei rari esempi palermitani nati da un concorso di progettazione e incarna l’idea di architettura pubblica come spazio di giustizia, civiltà e comunità.
A sottolineare il valore del luogo è stato anche il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, che ha ricordato il suo legame personale con l’edificio: “Questo Palazzo di Giustizia è un luogo che conosco profondamente: ci ho lavorato per vent’anni. È uno spazio che unisce architettura, legalità e comunità, ed è significativo che l’Ordine abbia scelto di aprire proprio qui il Centenario”.
Un anno di eventi per raccontare 100 anni di architettura
Il 2026 sarà un anno denso di appuntamenti, pensati per celebrare la storia dell’Ordine e, soprattutto, per aprire un confronto sul futuro della città.
Il programma prevede, tra le altre iniziative:
• mostre, convegni nazionali e internazionali, conferenze e pubblicazioni
• visite tecniche ai cantieri ANCE Palermo
• iniziative dedicate ai giovani architetti e agli studenti
• seminari e laboratori sulla relazione tra architettura e paesaggio mediterraneo
• un mese, marzo, interamente dedicato al ruolo delle donne nella professione
• la Notte Bianca dell’Ordine, che aprirà la Casa dell’Architettura alla città con arte, musica e incontri
• la Mostra itinerante di architettura e il Congresso Regionale degli Ordini nella settimana del 10 giugno
Un calendario ricco, che vuole raccontare non solo ciò che è stato, ma ciò che l’architettura può ancora diventare per Palermo.
Tra memoria e futuro: la voce della Fondazione dell’Ordine degli Architetti
Durante il convegno è intervenuta anche la presidente della Fondazione dell’Ordine degli architetti, Lina Bellanca, che ha ricordato come il Centenario sia l’occasione per guardare indietro e avanti allo stesso tempo: “Dobbiamo chiederci cosa hanno lasciato gli architetti di Palermo in questi 100 anni, nel bene e nel male”, ha sottolineato.
Per questo, la Fondazione lavorerà su due fronti: valorizzare l’eredità storica e immaginare nuove visioni per la città, individuando aree degradate da rigenerare, coinvolgendo i giovani e partecipando a bandi per progetti e pubblicazioni. Tra gli obiettivi, anche l’acquisizione di un bene sequestrato alla mafia da trasformare in un luogo simbolico di rinascita.
La qualità dell’architettura come bene pubblico
A portare uno sguardo critico è stato Luigi Prestinenza Puglisi: “In Italia non si costruisce poco, si costruisce poco ma di qualità. Le norme complicate spingono a cercare il permesso, non il progetto”. Eppure, secondo il critico di architettura, esiste un’Italia che sta vivendo un momento felice grazie a progettisti capaci di alzare l’asticella della qualità architettonica: “Pochi edifici, ma quelli buoni lo sono davvero”.
Il tema degli investimenti è stato ripreso dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, che ha ricordato il quadro economico attuale: “Negli ultimi tre anni la Sicilia è stata la prima regione italiana per crescita economica. Abbiamo sbloccato oltre 4 miliardi di investimenti, di cui 50 milioni solo per Palermo, e puntiamo a completare il raddoppio del ponte Corleone entro il 2027”.

Un secolo di architettura, un nuovo inizio per Palermo
Il Centenario non è solo una celebrazione. È un invito a ripensare il ruolo dell’architetto nella società, a riaffermare la qualità del progetto come strumento di benessere collettivo e a costruire un dialogo più forte con cittadini e istituzioni.
Un concetto ribadito anche dal sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha sottolineato la fase di trasformazione in corso: “Palermo sta cambiando. Innovazione digitale, investimenti nelle periferie e qualità dello spazio urbano sono la nostra priorità. L’architettura è decisiva per trasformare la città e dare dignità ai suoi quartieri”.
E, come ha ricordato la presidente Leone, c’è un altro segnale di cambiamento: “Le donne valgono quanto gli uomini. E possono guidare, progettare, decidere. Questo è il momento giusto per dimostrarlo”.





















